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SCUOLA/ Tfa, Scrima (Cisl) risponde al Sussidiario: abbiamo difeso tutti

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Francesco Scrima, Cisl Scuola, con Raffaele Bonanni (Imagoeconomica)  Francesco Scrima, Cisl Scuola, con Raffaele Bonanni (Imagoeconomica)

Chi si attarda a disquisire di presunte “invasioni di campo” da parte del sindacato in realtà non sa, o non vuole, porre la questione vera. Che non è tanto quella di chi, abilitato, sta nelle graduatorie ad esaurimento, per tempi di attesa purtroppo non brevi, e ha il diritto sacrosanto di ottenere il più presto possibile la stabilizzazione di un lavoro svolto precariamente per anni. Ma è quella di chi nelle graduatorie non c’è, anche se già abilitato, o di chi l’abilitazione non ha modo di conseguirla e attende di poterlo fare proprio con l’avvio del Tfa. In entrambi i casi, la risposta che si attende è quella di nuove modalità di reclutamento per la cui messa a punto siamo fermi alla delega conferita al Ministro dalla legge finanziaria del dicembre 2007 (Prodi-Fioroni); una delega alla cui mancata attuazione fa riscontro il fiorire di iniziative di tipo legislativo nell’ambito delle forze di maggioranza.

L’incontro di ieri è nato dunque per smuovere una situazione di stallo, contrariamente a quanto paventa Foschi. Altro che “boicottare i giovani”! Stupisce, piuttosto, come venga del tutto ignorato il dato più drammatico, ovvero la scarsità dei numeri su cui si sarà costretti a giocare, quali che siano le regole, la partita del reclutamento. Anche la polemica ferragostana – tutta interna alla maggioranza di governo – sugli esigui accessi al Tfa, che ha contrapposto i sostenitori del numero programmato ai fautori di una più generalizzata ammissione ai corsi, ha eluso il nodo più spinoso, glissando con disinvoltura, ad esempio, sugli effetti pesanti che tre anni di tagli agli organici hanno avuto su una situazione già segnata dal forte squilibrio tra domanda e offerta di lavoro.

Soprattutto contro quel piano, in effetti, fu decisa la mobilitazione del 30 ottobre 2008, che Foschi un po’ forzatamente tende a focalizzare sul “no” al ddl Aprea, a suo dire “impallinato” da una giornata di lotta che su altri punti – ahimè – non si rivelò altrettanto risolutiva.

È vero, in ogni caso, che ci siamo mossi (e tuttora ci muoviamo) anche in difesa delle prerogative negoziali alle quali continuiamo a pensare che sia giusto, e quanto mai opportuno, affidare la regolazione di aspetti del rapporto di lavoro sui quali la forte rappresentanza espressa dal sindacato può essere fattore prezioso, e non un fastidioso ingombro: quando si discute di professionalità e di una sua valorizzazione legata al merito, le scelte possono rivelarsi più solide ed efficaci proprio se sono ampiamente condivise. Parlare di “ingerenza” quando si affrontano questi temi è segno di un approccio ideologico, sterile e miope.



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COMMENTI
04/11/2011 - TFA - SINDACATI (MONICA GRAGLIA)

I sindacalisti all'incontro di ieri mattina si sono anche dimenticati dei poveri docenti che dal 2004 lavorano presso le scuole pubbliche statali o paritarie senza abilitazione con anni di servizio alle spalle. Scrivo 2004 perchè l'ultima sessione riservata poneva questo termine per il calcolo dei 360 giorni; e non mi dite c'erano le Siss perchè per molte cl. di concorso (a033 per esempio) la siss non sono mai state attivate (Pimeonte)! Un conto la selezione dei giovani laureati senza esperienza ma per chi vanta i fatidici 360 giorni e più si deve intervenire con l'accesso diretto! Così si verificherà questo: in Piemonte niente Tfa per a033 in altre regioni extra plus...poi gli abilitati dalle altre regioni scavalcheranno il personale locale che da anni lavora e che non avrà per l'ennesima volta avuto la possibilità di abilitarsi. Senza contare le abilitazioni spagnole che continuano a sbocciare... basta fare una ricerca on line.

 
04/11/2011 - la cosa più importante (Marco Campione)

Scrima giustamente puntualizza alcune cose rispoetto all'articolo di Foschi. Si dimentica però di dirci la cosa più importante: com'è andato l'incontro? E soprattutto: quando partiranno i Tfa? (lo dico senza ironia, essendo preoccupato almeno quanto lui per i ritardi del Miur).