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SCUOLA/ Tfa, Scrima (Cisl) risponde al Sussidiario: abbiamo difeso tutti

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Francesco Scrima, Cisl Scuola, con Raffaele Bonanni (Imagoeconomica)  Francesco Scrima, Cisl Scuola, con Raffaele Bonanni (Imagoeconomica)

Caro direttore,

capita a tutti, ogni tanto, di prendere fischi per fiaschi. Crediamo sia successo, stavolta, a Fabrizio Foschi, che definisce “nervosa” la nostra richiesta di essere ricevuti al Miur per discutere dell’avvio del Tfa, puntando – a suo dire – a condizionarne impropriamente le scelte.

Su una cosa Foschi ha ragione: siamo nervosi. Ma non, come lui immagina, perché il Tfa sta per partire: ad innervosirci è esattamente l’opposto, cioè il fatto che non sia ancora partito, nonostante ripetuti e più o meno solenni annunci che hanno fatto lievitare – fin qui inutilmente – le attese di tante persone.

Si potrebbe a questo punto persino soprassedere sulle due fitte pagine che fanno da corposo intermezzo fra l’attacco del pezzo (la suspense prodotta dall’annuncio di un incontro al Miur) e la sua angosciata chiusa (un sindacato nervoso che vuole ipotecare il reclutamento dei docenti), dato che il tutto muove da un così clamoroso travisamento dei fatti e delle opinioni.

Il pregiudizio, si sa, gioca talvolta brutti scherzi. Se invece di rovistare malamente negli appunti di qualche anno fa si fosse prestata un minimo di attenzione a quanto abbiamo detto e scritto in questi mesi, a partire dal dossier sul lavoro precario pubblicato nel settembre 2010, ampiamente ripreso da importanti organi di stampa e tuttora disponibile sul nostro sito internet, forse si sarebbe evitata una polemica inutilmente astiosa e scarsamente fondata.

Richiamavamo, in quelle pagine, l’urgenza di  offrire opportunità di accesso al lavoro nella scuola per tutti coloro che non sono oggi inclusi nelle graduatorie ad esaurimento. Mettevamo in evidenza, fra l’altro, come fosse indispensabile offrire credibili prospettive di sbocco lavorativo per rendere attrattivi i lunghi e impegnativi nuovi percorsi formativi per la docenza. È ingerenza, questa? O non è piuttosto la sollecitazione, che forse dovrebbe essere ancora più forte, rivolta a chi, avendo prerogative, le esercita male o non le esercita affatto?

È forse il caso di ricordare – ma dovrebbe essere noto – che il reclutamento dei docenti non è materia contrattuale, è oggetto di confronto ma non di negoziato, poiché appartiene alla legge la competenza a definire regole e procedure. Dunque è su chi fa le leggi, o ha il compito di darne attuazione, che ricade la responsabilità delle risposte e delle mancate risposte.



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COMMENTI
04/11/2011 - TFA - SINDACATI (MONICA GRAGLIA)

I sindacalisti all'incontro di ieri mattina si sono anche dimenticati dei poveri docenti che dal 2004 lavorano presso le scuole pubbliche statali o paritarie senza abilitazione con anni di servizio alle spalle. Scrivo 2004 perchè l'ultima sessione riservata poneva questo termine per il calcolo dei 360 giorni; e non mi dite c'erano le Siss perchè per molte cl. di concorso (a033 per esempio) la siss non sono mai state attivate (Pimeonte)! Un conto la selezione dei giovani laureati senza esperienza ma per chi vanta i fatidici 360 giorni e più si deve intervenire con l'accesso diretto! Così si verificherà questo: in Piemonte niente Tfa per a033 in altre regioni extra plus...poi gli abilitati dalle altre regioni scavalcheranno il personale locale che da anni lavora e che non avrà per l'ennesima volta avuto la possibilità di abilitarsi. Senza contare le abilitazioni spagnole che continuano a sbocciare... basta fare una ricerca on line.

 
04/11/2011 - la cosa più importante (Marco Campione)

Scrima giustamente puntualizza alcune cose rispoetto all'articolo di Foschi. Si dimentica però di dirci la cosa più importante: com'è andato l'incontro? E soprattutto: quando partiranno i Tfa? (lo dico senza ironia, essendo preoccupato almeno quanto lui per i ritardi del Miur).