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SCUOLA/ Barbara (Lagos): qui in Nigeria i bimbi delle elementari lavorano per comprarsi i libri

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Nella scuola di St. John a Lagos, Nigeria (immagine d'archivio)  Nella scuola di St. John a Lagos, Nigeria (immagine d'archivio)

Insomma, andare a scuola non è assolutamente scontato e soprattutto non è un peso, ma una conquista. I nostri bambini fanno tanti sacrifici per andare a scuola, moltissime volte sono i bimbi che insistentemente chiedono ai genitori di andare a scuola, di risparmiare i soldi per le rette scolastiche, lavorano per guadagnarsi qualcosa per comprarsi i libri, per pagarsi il mezzo di trasporto per arrivare a scuola. E a casa (chiamiamo pure così la baracca di legno o mattoni in cui vivono in sei in una stanza senza bagno, luce e acqua) non hanno certo la possibilità di fare i compiti e tanto meno di giocare. Un genitore raccontava che come punizione per sua figlia le aveva detto che il giorno dopo non sarebbe andata a scuola; la figlia ha pianto tutto il giorno finché il padre ha ceduto e poi è venuto da noi a scuola incuriosito: “ma cosa c’è in questa scuola?!”.

Gli insegnanti hanno cominciato l’anno con l’obiettivo di elevare il livello in matematica. È il tormentone di quest’anno, dobbiamo assolutamente migliorare in matematica, prima di tutto gli insegnanti e poi gli studenti. Abbiamo fatto un test di matematica agli insegnanti: occorre rimboccarsi le maniche e lavorare, e molto. Così abbiamo iniziato l’anno accademico con un corso di aggiornamento, la prima fase di un lungo percorso. Ma il cuore della formazione continua degli insegnanti è il seminario che abbiamo fatto ad aprile 2010, sui temi de “Il Rischio Educativo” (opera di Luigi Giussani, 1995, ndr), è stata una scoperta per gli insegnanti. L’insegnante di inglese ha detto: “guardando i miei studenti ho scoperto che hanno dei talenti e il mio lavoro è aiutarli a tirarli fuori”: è un inizio di qualcosa di nuovo.

 

(Barbara Pepoli, Avsi)



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