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SCUOLA/ Israel: è pronto il "golpe" Miur-sindacati per occupare la scuola

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Sì. Abilitarsi non deve voler dire avere il posto assicurato. La questione del reclutamento va affrontata separatamente ed è per questo che sulla formazione il sindacato non dovrebbe avere voce in capitolo. Ma questo non piace, si vuole mescolare tutto. Di qui l’ostilità nei confronti del regolamento, i tentativi durati ben tre anni di snaturarlo - e con qualche successo - e ora il tentativo finale di affossarlo.

Cosa pensa dellincontro Miur-sindacati del 3 novembre?

Come dicevo, nei comunicati finali si stigmatizzano le «pressioni» volte ad «allargare le maglie» anche «con accordi sotterranei»... Quali sarebbero questi accordi «sotterranei»? Quelli assunti alla luce del sole, alla presenza del sottosegretario Letta e del ministro con i rappresentanti di un movimento di neo-laureati che è stato sostenuto da un appello che, alla luce del sole, ha raccolto quindicimila firme in quattro giorni? Quindi, siccome i neo-laureati che vorrebbero abilitarsi non hanno rappresentanza sindacale sono dei clandestini e i loro incontri ufficiali sono «sotterranei». Al contrario, gli incontri dei sindacati non con il ministro - si badi bene - ma con la dirigenza ministeriale sarebbero l’unica cosa seria e alla luce del sole... No comment.

Il comunicato finale dei sindacati lamenta che le uniche fonti informative siano i blog personali e le interviste sui giornali...

Come questa? C’è da chiedersi: visto che anche se il ministero desse informazioni più chiare, i blog continuerebbero di certo a commentare e le interviste a essere rilasciate, cosa si vuole? Che il ministero faccia intervenire la polizia postale per chiudere i blog che si occupano dell’argomento e prema sui direttori di giornali perché non concedano interviste? (Purtroppo ho buoni motivi per ritenere che qualcuno ci pensi davvero, almeno alla seconda cosa). È stato molto scorretto indire un incontro riservato ai soli sindacati - e a cui ne dovrebbero seguire altri - prefigurando un gestione tutta in mano alla diade dirigenza-sindacati. Per le ragioni dette prima, sarebbe stato molto più serio consultare associazioni professionali e persone che hanno una effettiva competenza in materia.

Torniamo per un attimo ai numeri del fabbisogno e cambiamo prospettiva. Come sorprendersi dell’offerta smodata degli atenei? Più cattedre, uguale più soldi...

Guardi, sono al di sopra di ogni sospetto perché in più occasioni ho criticato aspramente l’istituzione cui appartengo, ma stavolta le università si sono comportate in modo esemplare, rispetto al comportamento inadempiente, inefficace e incompetente del Miur. Come dicevo, sono sette mesi che il Miur produce un grottesco balletto di cifre. Al contempo chiede in modo perentorio alle università di mettere in rete i Rad per le lauree magistrali con scadenze impossibili - e le università l’hanno fatto; chiede di produrre dei numeri per le lauree e per il Tfa, sempre con scadenze folli - e le università l’hanno fatto...



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COMMENTI
09/11/2011 - Quiz (Giorgio Israel)

In un interessante articolo pubblicato ieri su Italia oggi (http://rstampa.pubblica.istruzione.it/utility/imgrs.asp?numart=16LJMY&numpag=1&tipcod=0&tipimm=1&defimm=0&tipnav=1) si dice: «Il fabbisogno non tiene conto del sostegno che servirà a riassorbire gli esuberi: in questo caso i corsi saranno tenuti dall'Ansas e non dalle università». Un piccolo quiz: chi è il capo dell'Ansas?

 
08/11/2011 - Non c'è più tempo (Chiara Esse)

“Un dirigismo burocratico-statalista di un’invadenza inaudita”: si individua perfettamente la radice dei mali. La via d’uscita: autonomie responsabilizzanti ad ogni livello della scala, fino a quello individuale. Dal centro si devono diramare poche direttive generali. Punto. Quando si tratta di numeri, il centro dà i numeri... Il centralismo statalista, soprattutto quello romano-sovietico vergognosamente fallimentare, inefficiente, asfissiante e perverso, ha fatto il suo tempo. Mentre ringrazio di cuore il Professor Israel, esprimo tutto il mio rammarico per il fatto che la sua voce sia tonante ma isolata. Tra i responsabili del declino italiano, di cui - sia chiaro - qui si illustra una tessera importante, ci sono tutte le forze, più che della conservazione, della reazione vera e propria (sindacati, burocrazia romana, sedicenti liberali che hanno tradito ogni punto programmatico e demagoghi autentici che si stanno scaldando a bordo campo) e intellettuali e professori universitari che stanno nella turris eburnea o si cullano in un pensiero che forse era progressista qualche generazione fa. Il nostro Paese, ingessato da corporativismi e protezionismi, richiede una rivoluzione, pacifica ma una rivoluzione.