BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

UNIVERSITA'/ Ribolzi: reggerà il sistema alla "prova" dei docenti?

Pubblicazione:

Foto Imagoeconomica  Foto Imagoeconomica

In questi mesi si gioca il futuro della docenza: nel giro di dieci anni, andranno in pensione quasi un terzo dei docenti in servizio, e alcuni degli Atenei più “vecchi”, fra cui la stessa Sapienza, perderanno quasi la metà dei propri docenti. Se l’accademia si dimostrasse incapace di adottare criteri meritocratici nel selezionare e promuovere i docenti, il rischio di uno scadimento irreparabile della qualità degli atenei sarebbe innegabile.

Le due istituzioni propongono anche misure concrete per il monitoraggio di queste azioni, che richiederà non poche risorse, oltre alla disponibilità degli atenei: del resto, solo ponendosi obiettivi elevati sarà possibile un salto di qualità generalizzato. Le eccellenze non mancano, è necessario farle crescere ma soprattutto far aumentare la qualità media del sistema tagliando le sacche di inefficienza e valorizzando il merito anche attraverso quei finanziamenti proporzionali ai risultati che la legge di riforma ha introdotto. Per Anvur, l’agenzia per la valutazione dell’università e della ricerca del cui consiglio direttivo faccio parte, questa è la sfida quotidiana e – devo dire – non gradita a tutti i nostri colleghi, perché smonta alcune rendite di posizione che parevano inattaccabili.

Sapere che la Conferenza dei rettori, che rappresenta il governo del sistema, e la Confindustria, che nelle sue imprese accoglie il “prodotto” dell’istruzione superiore, condividono il giudizio sull’importanza della valutazione non diminuisce la nostra responsabilità, ma certamente ci fa sentire meno soli.

< br/>
© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.