BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ L'esperto (Fondazione Agnelli): "rifare" la scuola media si può, ecco come

Pubblicazione: - Ultimo aggiornamento:

Sapere aude! (Fotolia)  Sapere aude! (Fotolia)

In questo caso ci sono le differenze che normalmente si vedono in tutto il sistema scolastico. Non c’è una specificità delle medie, si allineano ai dati generali che vedono il sud arrancare.

Le raccomandazioni di Bruxelles hanno riaperto il tema dei dati Invalsi. Secondo voi andrebbero resi pubblici o no?

La mia risposta è sì, ma questo è un problema più complicato di quanto può sembrare a prima vista. Non dobbiamo dimenticare che i dati Invalsi hanno come primo obiettivo di fornire alle scuole le informazioni per capire qual è il loro stato di salute, se si posizionano bene o male rispetto alle altre, e per innescare dei processi correttivi di miglioramento. Poi alle famiglie, è vero, servono informazioni per fare le scelte che spettano loro di diritto.

Ma le elaborazioni Invalsi hanno una loro intrinseca difficoltà e sono difficilmente comunicabili...

Questo però vale anche per i risultati degli esami di terza media e di maturità: dietro l’apparente semplicità di un numero si nascondono livelli reali di apprendimento completamente diversi. In altri termini, al sud abbiamo quantità di 100 che provengono da medie di apprendimento molto più basse, come dimostrano gli stessi dati Invalsi. Ritengo che sulla comunicazione di questi dati ci sia un lavoro di comunicazione molto importante da fare.

Non crede che ci sarà sempre qualcuno destinato a rimanere indietro?

In questo paese si parla spesso a sproposito di eccellenza e di merito, come se promuovere il merito e l’eccellenza nella scuola fosse necessariamente in antitesi con l’equità delle opportunità di successo. I nostri dati dimostrano che questo non è vero. La scuola media italiana potrà salire di qualità a condizione di essere più equa e dare a tutti le medesime opportunità di apprendimento. Solo allora il talento e l’impegno di ciascuno – cioè, il merito – potranno fare la differenza.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
01/12/2011 - Montagne e topolini (enrico maranzana)

Un intervento farcito di luoghi comuni. A “la scuola media unica nasce per far coseguire la licenza al maggior numero di 14enni” si contrappone la legge che stabilisce che “La scuola media è orientativa in quanto favorisce l'iniziativa del soggetto per il proprio sviluppo e lo pone in condizioni di conquistare la propria identità di fronte al contesto sociale”. “Si passa da una scuola empatica a una scuola fatta sullo stesso modello delle superiori” descrive la situazione di fatto con un insegnamento fondato sul sapere codificato nei libri. La norma, invece, muove in direzione opposta. Le Scienze matematiche, chimiche e fisiche e naturali, ad esempio, hanno come “obbiettivo qualificante del processo educativo ATTRAVERSO tali insegnamenti l'acquisizione da parte dell'alunno del metodo scientifico, quale metodo rigorosamente razionale di conoscenza che si concretizza nelle capacità concettuali e operative”. In altri termini le materie avrebbero dovuto essere “strumento e occasione” per promuovere l’apprendimento! La tesi “lo Stato ai docenti dà poco, e al tempo stesso chiede poco” è falsa in quanto la legge è stata elusa. Si può affermare che questo scritto muove sulla stessa lunghezza d’onda: “il curriculum? È un dibattito da aprire” occulta le cause dell’insuccesso. La promozione di competenze, pilastro della scuola media e ora della scuola dell’obbligo [DM 9/2010] e della secondaria [legge 53/2003], non è e non è mai stato l’aspetto qualificante del servizio scolastico.