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SCUOLA/ Concorso presidi, perché così tanti non lo vogliono?

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All’interno di questa vicenda dei ricorsi finalizzati alle ammissioni con riserva ed all’annullamento della prova preselettiva, si è inserito un terzo filone di ricorsi, scaturito dalla contesa sollevata da mesi dai precari (e che ha avuto nei Tar accoglienza positiva) a vedersi riconosciuti diritti equiparati al personale di ruolo. Occorre ricordare che il bando del 13 luglio esigeva per l’ammissione al concorso 5 anni di ruolo nell’insegnamento. In senso a loro positivo sembrava essersi espresso il 6 dicembre il Consiglio di Stato, ma ieri (VI sezione, 9 dicembre 2011) non ha concesso l’ammissione dei docenti precari alle prove del concorso. È vero che la decisione è del Giudice monocratico e che quella Collegiale avrà luogo il 20 dicembre, ma quella non avrà effetto pratico in quanto si terrà dopo l’espletamento delle prove.

A seguito di queste sentenze del Consiglio di Stato alcune forze associative, sindacali e organi di stampa hanno chiesto formalmente al ministro Profumo il rinvio delle prove scritte: praticamente la vanificazione del concorso che – è meglio ripeterlo – se non si conclude entro giugno 2012 non potrà evitare la confusione direttiva in metà delle scuole italiane. Che strano, verrebbe da dire: molte di queste forze si erano lamentate per anni dei ritardi per lo svolgimento dei concorsi...

Durante l’avvio dei ricorsi contro la prova preselettiva si è avviato un quarto filone: i docenti che hanno superato la prova preselettiva e sono idonei alle prove scritte hanno avviato un’iniziativa legale “ad oppunendum” proprio contro l’azione di coloro che si sono rivolti ai vari Tar per annullare quella prova.

Ad aggiungere confusione in questo clima di “guerra di tutti contro tutti” si aggiungono diversi aspetti della gestione ministeriale della procedura concorsuale, dovuti all’assenza (diversamente dalle prime bozze di bando) di chiare indicazioni unitarie, che, salvaguardando la competenza regionale, operassero però (come sempre chiesto dall’Associazione presidi Disal) in modo da evitare la confusione, gli eccessi di discrezionalità e gli abusi che hanno messo in ginocchio i passati concorsi. Su questo occorre fare ora chiarezza.



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COMMENTI
12/12/2011 - La fretta nella lettura? (Franco Labella)

Gentile Dirigente Pellegatta, lei chiude l'articolo così: "Ora si tratta di difendere il regolare svolgimento del concorso: chi (esplicitamente o surrettiziamente) ne vuole il blocco o il rinvio si rende complice (assieme a tutte le forze che tacciono) dell’assenza di dirigenti scolastici in quasi 5.000 scuole (la metà delle scuole italiane) dal settembre 2012: una mazzata finale alle tante subite dalla scuola in questi anni". Leggerò anche in fretta (sono le intelligenze multiple:-)) ma il suo italiano è inequivocabile: chi invoca la regolarità amministrativa si rende complice della ritardata assunzione dei DS. Che è come dire che se per caso chiedessi l'intervento della polizia per constatare quanto è accaduto con un tram che ha investito una persona mi renderei complice del ritardo sulla linea. Sa qual è il problema? Che decenni di presenza di questa destra al governo della scuola ci hanno disabituato al principio che le norme ed il rispetto delle medesime non sono lacci e lacciuoli. C'è un epitaffio perfetto e l'ha pronunciato Marco Bruschi, consigliere politico del giovane ex-Ministro Gelmini: ha teorizzato l'educazione alla legalità senza le leggi. Ecco il problema centrale è innanzi tutto culturale. Spero che su questo sarà d'accordo. Quanto alla Disal: svolgendo attività sindacale non sono abituato a considerare sindacati ed associazioni il male maggiore della scuola italiana. Non era mia intenzione, perciò, criticare le posizioni della Disal. Per lo meno non qui.

 
12/12/2011 - Tanti interventi, ma nessun risultato (Maria Rizzuto)

Io questa vicenda del concorso la seguo fin dall'inizio e conosco bene i documenti della Disal, dell'Adi, dell'Andis, dell'Anp, etc. etc. Il punto però è che, nonostante tutti questi documenti e nonostante i vostri interventi, non c'è stata nessuna svolta da parte dell'apparato ministeriale. Io, dopo la storia dei quiz, mi sarei aspettata, come minimo, una gestione "seria" del resto! Invece noi, a due giorni dalla prova, non sappiamo esattamente quale codice portare, non sappiamo quanti saremo (ricorsi sì, ricorsi no), non sappiamo spiegare, a chi ce lo chiede, che tipo di "caso" dovremo risolvere in otto ore. Se legge gli interventi sui vari forum, vedrà che è già iniziata un'operazione di ritiro di deleghe sindacali e non. In questo caso, finora, solo noi docenti abbiamo perso, quelli che abbiamo superato i quiz ma soprattutto quelli che, al momento, sono fuori!

 
10/12/2011 - Le risposte, Pellegatta se le è date da solo.. (Franco Labella)

Pellegatta ha scritto: "non ci saranno testi unici delle prove scritte a livello nazionale (come ad esempio accade per l’esame di Stato finale della scuola secondaria di II grado); non ci saranno chiarimenti formali nazionali sui testi consultabili durante le prove scritte; non ci saranno chiare ed inequivoche indicazioni sui criteri per la correzione e valutazione delle prove scritte tali da impedire i citati eccessi (il culmine è stato raggiunto in Sicilia dopo il 2006); non ci saranno date vincolanti entro le quali concludere le correzioni delle prove scritte, iniziare quelle orali e pubblicare la graduatorie finali". Perchè il MIUR non vuole che il concorso venga espletato in maniera regolare e trasparente? Questa è la domanda che dovrebbero porsi Pellegatta e tutti coloro che ora vorrebbero un concorso espletato costi quel che costi. E per carità di patria non mi associo alla collega che mi ha preceduto e che ha ricordato lo scandalo, sì lo scandalo, dei quesiti del librone rosso da conservare ad imperitura memoria. O le carenze che ho riportato sono riconducibili a sindacati (tanto c'entrano sempre...), gruppi di pressione, candidati scontenti ecc. ecc. ecc.? E se Pellagatta si fosse risparmiata la tirata sui napoletani "imbroglioni" sarebbe stata cosa buona e giusta. Non si sente la necessità, nel clima attuale, di coltivare anche il "separatismo" veramente di bassa Lega. E lo scrive un napoletano acquisito, non imbroglione e che non ha notizie della amenità citate.

 
10/12/2011 - USCIRE DAL TUNNEL (Maria Rizzuto)

Io, da persona coinvolta in questa assurda vicenda, penso che bisognerebbe avere l'onestà di attribuire le responsabilità a chi le responsabilità le ha! Sarebbe stato così difficile partorire 5000 quiz corretti e inattaccabili? Non dico utili a formare dei Dirigenti Scolastici! E mi chiedo come mai nessuno si sia accorto di ciò in tempo utile! E poi sarebbe stato così illogico pensare di rendere noti dei criteri di valutazione, chiarire cosa sia esattamente un "elaborato" e anche cosa si intenda per risoluzione di un "caso"? Visto che abbiamo otto ore di tempo per ogni prova e che le opinioni dei vari esperti sono discordanti? Invece ancora, per l'ennesima volta, dobbiamo tirare a campare!

RISPOSTA:

I comunicati e le lettere al MIUR tutti leggibili sul sito DiSAL mostrano come abbiamo sempre individuato con chiarezza i mali della procedura di reclutamento non solo dei dirigenti scolastici ma anche dei docenti. Ma in questo momento il rispetto per chi si è preparato al concorso si lega inscindibilmente alla grave necessità di metà delle scuole italiane di avere dirigenti stabili. Quindi in questo momento l'urgenza è che il concorso si concluda il più correttamente e velocemente possibile. Questa urgenza non toglie nulla alla sacrosante necessità di chiuderla con sistemi di reclutamento (voluti da burocrazia e sindacati) che non possono più funzionare e quindi (nonostante le buone volontà di taluni) fanno acqua da ogni parte. RP