BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Orientare in III media? Tre regole per non "dimenticare" gli studenti

Pubblicazione:

Immagine d'archivio  Immagine d'archivio

Se, in definitiva, la scuola (che è incarnata in chi la realizza) dovrebbe parlare con chi conosce bene (il ragazzo) di ciò che conosce (le opportunità che gli si prospettano innanzi) perché è la sua crescita e riuscita piena che le sta a cuore, a volte invece cade miseramente nel prospettare chimere o fantasmi ad un ectoplasma indifferenziato che non sa riconoscere come soggetto pensante e volitivo.

È possibile superare queste contraddizioni con gli strumenti propri della professionalità della scuola? Molte esperienze ci dicono di sì, e ci indicano la strada da seguire, che potremmo identificare in tre passaggi:

1. Corresponsabilità educativa. Se spesso il c.o. oggi è atto unilaterale, bene sarebbe che, come la cosiddetta riforma Moratti aveva delineato, esso fosse esito di un percorso di confronto e condivisione a più voci, dove davvero le voci in capitolo fossero quelle dei genitori e del ragazzo, oltre che degli insegnanti, ai quali è comunque chiesto di esprimere una propria valutazione, alla luce però del confronto reale e nel rispetto delle ragioni di senso emerse. Quel che va riconosciuto, insieme, è quel punto di ingresso nel reale che per il ragazzo funga da porta che spalanca sul mondo, e non da porta chiusa che rende inaccessibile o fa percepire come ostile la realtà.

2. Riconoscimento nei fatti e non nelle parole della pari dignità di ogni percorso formativo, (compreso l’apprendistato previsto per l’assolvimento dell’obbligo di istruzione e formazione) pur nella specificità di ogni percorso; specificità che pare non ancora sufficientemente messa in luce come peculiarità e valore. Questo riconoscimento passa anche da come vengono proposte le presentazioni dei percorsi nelle scuole, e da come viene espresso il consiglio (ad esempio praticamente tutti i modelli di consiglio indicano in ordine i percorsi dal liceo alla formazione professionale, o viceversa, e la gerarchizzazione è un’operazione mentale implicita, ma che l’ordine delle voci induce con facilità).

3. La scuola permetta al ragazzo di conoscersi. Non guardandosi l’ombelico, ripiegandosi su di sé in un’improbabile e solipsisitica autoconsapevolezza, ma verificandosi in rapporto alla realtà attraverso gli strumenti della conoscenza e le esperienze via via maturate e vissute in una compagnia. Il che vuol dire aggiustare la bicicletta, ma anche scoprire gli effetti del calore sulla materia, o riconoscere un sentimento provato attraverso una pagina dei Promessi Sposi.

Scoprirsi competente di fatto e in potenza rinforza nello scegliere con libertà e responsabilità percorsi l’impegno verso i quali vale la pena di essere intrapreso, per una promessa di compimento.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
12/12/2011 - Una proposta inconcludente (enrico maranzana)

“Le pratiche seguite nelle scuole per la redazione del consiglio orientativo sono spesso affrettate ed approssimative, o basate su pregiudizi e luoghi comuni”: si tratta di una chiara, esplicita denuncia alla cui origine sono da collocare la confusione gestionale e la latitanza della dirigenza. La significatività dell’accusa appare evidente se la si accosta all’assioma costitutivo: “La scuola media è orientativa in quanto favorisce l'iniziativa del soggetto per il proprio sviluppo e lo pone in condizioni di conquistare la propria identità di fronte al contesto sociale”. Se il documento d’orientamento è la sintesi dell’attività che la scuola svolge, allora prorompe il verdetto che consegue alla sua banalizzazione. In altri termini: la gestione del servizio scolastico elude il dettato legislativo che la vorrebbe unitaria, progettuale, controllata! Chi è “realmente appassionato al bene di chi gli è affidato” deve agire come il buon seminatore che si adopera per preparare il terreno in cui collocherà il seme e non accetta supinamente ambienti sterili, senza finalizzazione e organizzazione.