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SCUOLA/ Prima di accusare le medie, diamo un'occhiata all'"indice di corruzione"...

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Di recente la Fondazione Agnelli ha pubblicato un rapporto in cui si afferma che il punto debole della scuola italiana è costituito dallo snodo delle medie inferiori. Questa affermazione sarebbe suffragata da alcune evidenze empiriche che emergono dalle indagini internazionali delle organizzazioni Iea (Timss) e Ocse (Pisa), riguardanti le competenze di matematica e scienze degli studenti nei paesi aderenti a queste ricerche negli anni 2003, 2007 e 2011. a) nell’indagine Timss 2003, gli studenti italiani del IV grado di istruzione (IV elementare) si posizionano sopra la media mondiale (anche se di poco); b) quattro anni dopo (nel 2007), nella stessa indagine la medesima popolazione di studenti si posiziona ben al di sotto del livello medio mondiale degli studenti all’VIII grado di istruzione (la vecchia III media inferiore); c) nell’indagine Ocse 2009, gli studenti italiani di 15 anni si collocano sotto la media mondiale, ma non così tanto quanto nell’indagine precedente. Da tutto ciò emergerebbe che “il punto debole della scuola italiana sarebbe costituito dalla scuola media inferiore”.

Purtroppo queste conclusioni risentono di alcuni gravi problemi di tipo statistico, sottovalutati fino ad oggi da tutti i commentatori, ed in particolare:  1. i paesi partecipanti a queste indagini nei diversi anni, sono molto differenti come numero e qualità: un raffronto corretto imporrebbe invece che i paesi messi a confronto fossero gli stessi;  2. l’analisi di questi dati non può essere scissa dalla considerazione dei tassi di scolarizzazione alle diverse età: se i giovani con competenze peggiori non si iscrivono al grado successivo, o sono espulsi dal sistema scolastico, vengono automaticamente esclusi; l’effetto che ne consegue, con tutta probabilità, è che il livello medio di competenze cresce grazie alla loro esclusione.

Nel tentativo di mitigare i problemi derivanti dal punto 1., la tabella allegata riporta le competenze di matematica nei 12 paesi che hanno partecipato alle indagini Timss e Pisa nei tre anni indicati. Si riporta inoltre, per ogni paese, l’indice Cpi (Corruption Perceptions Index) che, purtroppo, mostra una forte correlazione con il livelli di apprendimento a 15 anni (correlazione tra ranghi di Spearman pari a 0,91).

Dai dati riportati in tabella si vede chiaramente che:

a) i paesi dell’estremo oriente (Giappone, Hong Kong e Singapore) si collocano nelle posizioni più alte per tutti i gradi di istruzione;

b) la Tunisia si colloca ai livelli più bassi per tutti i gradi di istruzione;

c) paesi come Slovenia e Australia, nei quali la qualità degli studenti alle elementari e medie è relativamente bassa, si collocano invece ad elevati livelli a 15 anni: probabilmente in ragione di una forte selezione nell’accesso alla scuola media superiore?;

d) paesi come Russia e Lituania, abbastanza forti nella preparazione alle elementari e medie, si collocano a livelli molto bassi a 15 anni: sarà forse l’elevato livello di studi dei genitori (formatisi  ai tempi della guerra fredda, quando l’istruzione rappresentava il fiore all’occhiello dei paesi socialisti) a tenere ancora alto il livello degli apprendimenti dei figli nella scuola primaria, mentre ormai la scuola media superiore non deve più preoccuparsi di creare le ottime competenze di matematica necessarie ai tempi della guerra fredda per formare ingegneri e fisici nucleari?;



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COMMENTI
13/12/2011 - Una vista di superficie (enrico maranzana)

“Il derogare e l'indurre a derogare ai doveri d'ufficio in cambio di denaro o di altri vantaggi personali” definisce la corruzione in ambito amministrativo e indica la via maestra per diagnosticare il male della scuola: l’omissione e l’elusione della legge. Lo scritto non percorre questa via ma, illuminando solo gli aspetti motivazionali, perde ogni incisività. Nello specifico: si associano acriticamente le competenze con le conoscenze offuscando il fatto che il servizio scolastico deve essere orientato alla promozione delle competenze ATTRAVERSO la conoscenza. Il nesso fine..mezzo è, di conseguenza, evaporato. Si parla di merito e di qualità senza padroneggiare il problema [si veda quanto ho scritto su questo giornale il 7/3/2010]. Si riflette sulle competenze matematiche trascurando la componente astratta di tali comportamenti: le capacità. Omissione figlia di un’idea di scuola segmentata, in cui l’interdipendenza tra gli insegnamenti non è percepita, in cui i traguardi formativi, educativi e dell’insegnamento sono stati cestinati.

RISPOSTA:

Caro collega, l'articolo è stato motivato da un risultato a dir poco sorprendente contenuto nel recente rapporto della Fondazione Agnelli: "Secondo le rilevazioni internazionali, gli studenti italiani sono quelli che patiscono la più profonda flessione dei propri risultati di apprendimento nel passaggio dalle scuole elementari alla media". Questo confermerebbe "la cattiva reputazione che la secondaria di primo grado oggi gode presso l’opinione pubblica, le famiglie e nello stesso mondo della scuola". Sinceramente ci pare strano che i ragazzi di III media (la vecchia cara media inferiore) sappiano meno matematica degli studenti di IV elementare. Abbiamo il timore che la "superficialità" non stia dunque nelle nostre vite, bensì nella preparazione statistica di molti e nell'uso di queste ricerche internazionali le quali, pur limitandosi agli aspetti più misurabili (le conoscenze disciplinari specifiche), pongono le basi per una riflessione ed un confronto. L'importante è che l'uso dei dati sia corretto. Non ci sembra finora sia stato così. Ma spero che potremo avere modo di approfondire la questione. Colgo qui l'occasione per porgere i miei saluti ed omaggi alla prof.ssa Angarano, della scuola media inferiore Angelo Poliziano di Firenze, che con estremo rigore, ci ha trasmesso l'amore per il ragionamento scientifico e matematico. EG