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SCUOLA/ I manuali di latino e greco: cose morte o strumenti per capire?

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Allo stesso modo le antologie in lingua servono quando sfidano lo studente a fare tutti i passi della comprensione, dalla precisione dell’analisi linguistica e filologica (per non perdere specificità grammaticali, lessicali, stilistiche, retoriche o la dimensione storica della lingua e del testo) alla contestualizzazione. Il senso, infatti, non è la somma delle parole: la ragione deve essere invitata ad andare a cercare, a vedere, a scoprire, usando tutte le sue risorse. Servono anche quando vi trovano spazio altri due suggerimenti delle Indicazioni ministeriali: “Può risultare opportuno fornire traduzioni accreditate da mettere a confronto, fra loro e con la propria” e “Si raccomanda la lettura anche di pagine critiche”: sono accorgimenti che permettono agli studenti di cogliere il loro lavoro all’interno di una comunità scientifica che li precede e li accompagna.

Un’ultima nota sulle storie della letteratura che servono quando non confondono l’oggetto di studio degli studenti: testi come introduzione alla scoperta di uomini, culture e civiltà, oppure la spiegazione di quei testi?

In sintesi: un manuale serve quando sfida la ragione dello studente a conoscere quel pezzo di realtà che è oggetto della disciplina, combattendo l’equivoco che conoscere sia saperne parlare. Ma anche io mi giudico con lo stesso criterio: servo ai miei ragazzi quando realizzo questo compito.

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COMMENTI
18/12/2011 - Un sentiero accidentato ma nella giusta direzione (enrico maranzana)

“I manuali che raccolgono le “versioni” sfidano lo studente a cogliere il senso non solo letterale del testo” in quanto l’oggetto del lavoro scolastico è un’attività di ricerca, di problem solving. I giovani sono chiamati a scandagliare un terreno che a loro è sconosciuto, a analizzare dati, a formulare ipotesi e a validarle e, infine, a comunicare l’esito del proprio lavoro. Ecco perché è importante e “opportuno fornire traduzioni accreditate da mettere a confronto, fra loro e con la propria”. Si tratta di un’organizzazione della didattica che utilizza strumentalmente gli oggetti disciplinari al fine di sollecitare competenze, comportamenti che rendono visibili le capacità: la finalità sia dell’insegnamento delle materie umanistiche, sia dell’intero sistema scuola. Enunciazione in linea con l’orientamento dell’istituzione ma che è contraddetta, o quanto meno offuscata, nella chiusura dello scritto quando si afferma che “un manuale serve quando sfida la ragione dello studente a conoscere quel pezzo di realtà che è oggetto della disciplina”.