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SCUOLA/ Io, candidato preside, alle prese con bulli, Invalsi e Pof

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Il primo problema di fronte al quale si sono trovati tutti i candidati, come me, ormai abituati a scrivere al computer da anni (come tutti i professionisti della scrittura) è stato quello di tornare ad adoperare la penna. Ma questo, tutto sommato, si è rivelato il minore dei mali, e ci ha fatto davvero percepire sensazioni che avevamo dimenticato da tempo, immedesimandoci umanamente di più con gli stessi alunni che abbiamo ritrovato la mattina dopo seduti dietro i banchi, come lo eravamo noi la mattina prima. Si è trattato di un ribaltamento salutare e illuminante per certi versi.

Problema ben più serio è stato quello della eccessiva ampiezza delle tematiche, soprattutto nella prima prova. Penso infatti che i commissari si troveranno davanti ad una fatica improba, dovendo correggere centinaia di elaborati lunghissimi, resi spesso ancora più lunghi dalle otto ore a disposizione. Qualcuno è arrivato anche a riempire 18 facciate fitte - non a metà colonna - di foglio protocollo, in bella copia.

Con otto ore e con tematiche così ampie il rischio è che i tempi di correzioni si allunghino. Forse sarebbe stato il caso di individuare altre prove più mirate alla verifica delle competenze professionali.

In Lombardia la prima prova, per esempio, era troppo variegata. Di fatto, l’unica traccia ne nascondeva tre al suo interno: una disamina degli ultimi documenti europei, una comparazione delle riforme del sistema scolastico italiano e l’elaborazione di una Offerta formativa. Il risultato è che chiunque, anche chi non si è preparato in modo specifico, ha avuto da scrivere, e chi era maggiormente preparato ha dovuto operare per forza di cose una scelta, sperando che la “sua” scelta coinciderà con i criteri della commissione, che nessuno conosce, dal momento che non sono stati esplicitati.

Per quanto riguarda la seconda prova, sono stati smentiti quelli che sostenevano che ci sarebbe stato un progetto, anche se poi sviluppare un progetto poteva esser un’ottima modalità per affrontare il problema in senso ampio.



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COMMENTI
20/12/2011 - prima e seconda prova (Claudio Cereda)

Mi sono stampato e letto tutte le tracce dopo che il MIUR le ha opportunamente rese disponibili. Sono anche stato tentato di scriverci sopra qualcosa; ho dato dei punteggi e hanno vinto la Basilicata e la Puglia con 9/10 e 10/10. Ai gradini più bassi ho messo la Campania, la Lombardia, la Sardegna e il Veneto. In genere chi ha avuto un punteggio basso si è salvato per una delle due tracce. Sulla prima: il difetto principale è stato quello della estensione (più tracce in una) o dell'eccesso di genericità. Sulla seconda: non sempre si è capito che un trattamento di caso deve avere una traccia esaustiva nella descrizione e precisa nella richiesta evitando l'ovvio (cioè ciò che va sempre bene). PS: anche io nel concorso precedente ho faticato a scrivere a mano e per fortuna non ho fatto due versioni (brutta e bella) ma uno schema e poi la trattazione. A quando l'uso del PC? Quando i PC non si useranno più e la tastiera sarà sostituita da altro? Siamo il paese della penna d'oca e degli avvocati.