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SCUOLA/ Dati Istat, quella disoccupazione intellettuale figlia degli anni ’60

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Molti hanno creduto che ottenere un tale status fosse il lasciapassare per la propria rivalsa sociale. «Contemporaneamente, si è svalutata la concezione del lavoro manuale, tecnico e artigiano. L’illusione che tutti potessero raggiungere i livelli più alti ha determinato, in parte, l’attuale situazione». La selezione che non è stata fatta nel corso del ciclo educativo la sta facendo il mercato. «Vi è un’elevatissima disoccupazione intellettuale, mentre dobbiamo chiedere agli stranieri di occuparsi di quei mestieri che gli italiani non vogliono fare più. La richiesta di falegnami e carpentieri, ad esempio – conclude –, è tra le più alte e, al contempo, tra le più inevase».  

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