BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Fioroni (Pd): prima del concorso occorre sbloccare il Tfa

Pubblicazione:

Giuseppe Fioroni (Imagoeconomica)  Giuseppe Fioroni (Imagoeconomica)

A tutt’oggi non c’è un processo valutativo dei dirigenti scolastici e la scuola è l’unico segmento della pubblica amministrazione che non ha processi valutativi. La valutazione dei ds è il primo requisito per poter valutare l’attività della scuola e intervenire con una correzione. E qui si tocca un altro nodo cruciale. L’Invalsi non può regredire ad interna corporis del ministero, ma configurarsi in modo più netto come autorità terza e indipendente. Se vogliamo valutare anche le politiche scolastiche implicite nella valutazione, un bisticcio tra controllore e controllato diventa una cosa nefasta.

Invece, ricondotto all’interno di una visione strumentale del ministero...

...porterebbe la sgradevole idea di una valutazione ispirata alla sanzione. Valutare significa premiare chi fa bene, ma dare a chi resta indietro gli strumenti per recuperare.

Sono pochissime le scuole che lavorano sui dati Invalsi per migliorare il servizio. Dilemma: pubblicare i dati oppure no?

Il problema non è la pubblicazione dei dati. I numeri sono importanti, ma occorre innanzitutto la «saggezza» necessaria per mettere docenti e scuole in condizione di poter auto-correggere ciò che non va bene. Anche con il supporto di strutture di sostegno all’uso e all’analisi dei dati. È questo l’obiettivo, non la sanzione punitiva.

Ma così salviamo tutti.

No. Diversamente rischieremmo che se il dato crea disdoro, si faccia di tutto perché la volta dopo il dato non crei più disdoro, anche a prezzo della non verità. Sarebbe indurre al dato edulcorato, ottenendo l’effetto opposto a quello che vogliamo perseguire.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.  


COMMENTI
21/12/2011 - Sintonizzarsi con il presente (Chiara Esse)

Le circostanze fortuite sono sindacati e apparati romani intesi esclusivamente allo smaltimento delle file e all’asservimento ad una lobby chiassosa. Il canale abilitante è stato bloccato da soggetti non titolati e culturalmente non qualificati per intervenire sulle formazione iniziale degli insegnanti. Suona come una beffa che quanti attendono da ormai quattro anni il ripristino dei corsi abilitanti possano ritrovarsi esclusi dal concorso per una manciata di mesi. Al netto della retorica sui giovani, che si pone alla stregua dei pretestuosi “diritti acquisiti”, si deve costruire un sistema stabile che preveda PROCEDURE CONCORSUALI A CADENZA REGOLARE (max biennale) per assicurare opportunità ai meritevoli e qualità alla scuola. Il MAXI-concorso è un pachiderma destinato per sua natura ad essere episodico: ad andar bene ce ne potrà essere uno ogni dieci anni. Perché si deve mobilitare l'Italia intera all'unisono? Reti di scuole all'occorrenza devono poter bandire un concorso, eventualmente prevedendo prove preselettive per ridurre il numero dei candidati da sottoporre poi a verifiche più raffinate. E’ assurdo che Roma pretenda di gestire tutto direttamente, e inevitabilmente in modo inefficiente: bisogna decentrare, riconoscere le autonomie, favorire lo snellimento delle procedure. Il centro si riservi il fondamentale compito di vigilare e verificare, anche ex post. Questo vale per abilitazione (stabilisca i requisiti in ingresso e in uscita, non i numeri!) e reclutamento.

 
21/12/2011 - Tecnica e politica (enrico maranzana)

“Valutare significa premiare chi fa bene, ma dare a chi resta indietro gli strumenti per recuperare”. La valutazione presuppone il controllo, processo che si sostanzia nell’attribuzione di un peso agli scostamenti esistenti tra obiettivi e risultati. La condizione necessaria per l’esercizio del controllo è l’esatta e circostanziata descrizione dei risultati attesi, puntualizzazione che è all’origine della progettazione formativa – educativa - dell’insegnamento. Ne consegue che l’affermazione “ La valutazione dei ds è il primo requisito per poter valutare l’attività della scuola e intervenire con una correzione” è generica e perciò inconcludente, figlia di un’idea di scuola inadeguata alla società contemporanea e, oltretutto, non in linea con gli intendimenti legislativi.