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UNIVERSITA’/ Ribolzi (Anvur): così valuteremo 200mila "prodotti" della ricerca italiana

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Il secondo «è quello – continua Ribolzi – dei peer review (valutazione dei pari). Ciascun prodotto è affidato alle considerazioni di due specialisti, che esprimeranno un voto compreso tra 1 e 5, corrispondente ai giudizi: “eccellente”, “ottimo”, “buono”, “mediocre” “pessimo”. O, addirittura, “copiato”, che equivarrà ad una decurtazione di due punti. Laddove la difformità dei due giudizi fosse considerata esageratamente elevata, il prodotto sarà affidato ad un terzo revisore o ad uno dei 450 esperti». Il secondo metodo, infine, dovrà essere quello prevalente. «Lo stabilisce un decreto legislativo. Significa – conclude che almeno 100.001 prodotti dovranno essere valutati in questa maniera». Si tratterà va da sé di un lavoro immane. 



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