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SCUOLA/ 10 nodi da sciogliere (e in fretta) per non dire addio all’istruzione degli adulti

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2.  La definizione dell’organico per le azioni didattiche sino al biennio di secondaria superiore deve essere di tipo funzionale anche perché non necessariamente si ragiona a classi. Il riferimento proposto è stato di 1 docente ogni 12 studenti (con le norme attuali 36 ore di docenza ogni 24 alunni). Il parametro potrebbe andar bene se si operasse in un contesto caratterizzato da forte flessibilità nell’utilizzo del personale, perché servono anche tutor, esperti di formazione a distanza, docenti per i corsi non istituzionali, docenti per il supporto agli stranieri e dunque va responsabilizzato il Ds. Forse sono eccessivamente provocatorio, ma penso che lo stato giuridico e il contesto normativo dei docenti del serale non possa essere il medesimo di quelli del diurno. In questo ambito bisognerebbe prevedere che, come si faceva alle origini, una quota dei docenti provenga direttamente dal mondo delle imprese e delle professioni.

3.  L’organizzazione interna deve essere per gruppi di livello con didattica modulare e ciò presuppone una certa disponibilità (generosità) di organici almeno nella fase di avvio.

4.  Va previsto un profilo ordinamentale fatto di periodi didattici con monte ore ridotto ma senza esagerare. Il percorso andrebbe strutturato in ore a periodo e non ad anno scolastico. Ciò mal si concilia con l’assetto ordinamentale e sindacale rigido della scuola italiana, ma d’altra parte è evidente che, se si ragiona su adulti che di giorno lavorano, occorre pensare ad un anno in cui compaiono anche i mesi di luglio ed agosto e in cui non esistono le quattro settimane di vacanza tra Natale e Pasqua. Tutto ciò in cambio di un impegno serale che non dovrebbe mai superare le 4 ore giornaliere.

5.  La proposta di acquisire la licenza media con un periodo didattico di 400 ore estendibile a 600 per gli stranieri con difficoltà linguistiche significative è del tutto sensata e praticabile. Non altrettanto si può dire dell’idea di strutturare il percorso delle superiori in tre periodi (primo biennio, secondo biennio, classe terminale ed esame di Stato) se si mantengono i due vincoli di un monte ore pari ad almeno il 70% di quello dei corsi diurni e di un tetto della formazione a distanza per non più del 20%.

Infatti il 70% di un biennio corrisponde a oltre 1.400 ore e anche abbattendo le ore a distanza rimarrebbero circa 1.100 ore da fare in presenza il che non è certo praticabile se si pensa che gli studenti del diurno di ore ne fanno poco più di 1.000 (non lavorando e andando a scuola di mattina).



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COMMENTI
28/12/2011 - Come non avere a cuore l'istruzione degli adulti! (Maria Rizzuto)

Penso che tra tutte le vicende che riguardano il mondo della scuola, quella che riguarda l'istruzione degli adulti, sia la più assurda e indescrivibile. Io, se fossi il MIUR, mi vergognerei! Il ritardo è già inaccettabile, l'anno prossimo ci sarà il problema delle classi terze, ma da due anni c'è il problema del biennio. Non è stata data nessuna indicazione e ogni scuola si è "autogestita". Come sia possibile tutto ciò, per me rimane un mistero!