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SCUOLA/ 10 nodi da sciogliere (e in fretta) per non dire addio all’istruzione degli adulti

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6.  Bisogna prevedere un percorso abbreviato per il primo biennio a condizione di garantire una frequenza dell’ordine di 800 ore (20 ore settimanali per 40 settimane) e, tenendo conto delle diversità di stile cognitivo degli adulti. Appare certamente realizzabile l’obiettivo dei saperi previsti per l’obbligo scolastico inclusi i rinforzi correlati ai corsi di studio scelti per il triennio successivo.

7.  Il triennio successivo, salvo casi eccezionali di accorciamento tramite esami interni, va previsto in tre annualità, mantenendo sempre il vincolo delle 800 ore in presenza. La formazione a distanza deve essere di tipo essenzialmente tutoriale e andrebbe messa in carico alla responsabilità delle istituzioni scolastiche con una possibile ulteriore riduzione della frequenza a 600 ore.

8.  L’ultimo anno, ancor più di quanto non preveda il riordino Gelmini, deve essere di sintesi del percorso seguito, avere come riferimento la certificazione di competenze e prevedere prove dell’esame di stato opportunamente riviste in quella chiave.

9.  Per quanto riguarda la collocazione dei corsi di triennio, essa deve rimanere nelle attuali sedi sia per ragioni legate all’uso dei laboratori (in particolare per gli indirizzi tecnologici), sia per le caratteristiche professionali del corpo docente. Va pertanto mantenuto il doppio organico (diurno e serale) e si deve evitare il trasferimento dei docenti dei serali negli organici dei Cpia. Si verrebbero infatti a creare complicazioni burocratiche invece di ottimizzazione delle risorse a causa della specificità degli insegnamenti di triennio. Si potrebbe al più pensare ad un organico Cpia per i soli insegnamenti di area comune da usare attraverso collaborazioni in rete tra istituzioni scolastiche dotate di corsi serali e Cpia.

10.  Bisogna rivedere la normativa relativa ai tempi delle iscrizioni delle classi iniziali (prime e terze) e, connesso ad essa, il tema degli organici. I mesi in cui gli adulti ragionano su queste scelte di vita sono quelli immediatamente prima e immediatamente dopo le ferie. Pertanto gli organici di diritto vanno costruiti lasciando alle scuole un tempo di latenza di almeno un anno e dando la possibilità di lavorare sulle serie storiche degli alunni iscritti e scrutinati (opportunamente controllate per evitare furbizie) e assumendo un atteggiamento disponibile rispetto alla istituzione di classi in organico di fatto entro il termine del 15 settembre.

Chiudo ricordando agli organi di governo che nel giro di tre mesi bisogna sciogliere il nodo di cosa accade il prossimo anno, pena il rischio di risolvere il problema sopprimendo l’educazione degli adulti.



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COMMENTI
28/12/2011 - Come non avere a cuore l'istruzione degli adulti! (Maria Rizzuto)

Penso che tra tutte le vicende che riguardano il mondo della scuola, quella che riguarda l'istruzione degli adulti, sia la più assurda e indescrivibile. Io, se fossi il MIUR, mi vergognerei! Il ritardo è già inaccettabile, l'anno prossimo ci sarà il problema delle classi terze, ma da due anni c'è il problema del biennio. Non è stata data nessuna indicazione e ogni scuola si è "autogestita". Come sia possibile tutto ciò, per me rimane un mistero!