BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Miro e Tito: se (non) basta un cane a far contenti i nostri figli

Pubblicazione:

Foto Imagoeconomica  Foto Imagoeconomica

Il bambino, come avevo intuito, resta l’unico, vero protagonista della storia. Tito davvero gli fa compagnia, possiamo considerarlo quasi un coprotagonista – tanto che possiamo persino immedesimarci nei suoi pensieri – ma resta sempre in subordine a Miro. 

Il bambino della Masini  è un bambino vero che dentro una storia fantastica fa i conti con tutto ciò che i bambini veri si imbattono: la fame e la sete, la stanchezza, il pericolo, la disperazione e la paura. Non c’è nessuna idealizzazione, nessun paradiso perduto dell’infanzia. Queste realtà difficili infatti si materializzano davanti a lui, si oggettivano in incontri inevitabili, come accade a tutti i bambini prima o poi, seppur in forma più o meno drammatica. Eppure a tutto c’è soluzione, questi fantasmi non dicono l’ultima parola, perché c’è un compagno. 

Questo raccolgo dal romanzo: non si fa mai tutto da soli, a volte basta un cagnolino che occupi temporaneamente e in modo imperfetto quel posto che è proprio di un altro uomo, grande o piccolo che sia.

Nessuno è solo con un cane, sembra dirci la Masini. Nessuno può considerarsi solo se ha almeno un cane, ci indica. Seguo volentieri il suo pensiero: nessuno è solo se si affeziona a un cane, perché significa che riesce a pensare il posto del compagno, quel posto che è occupabile di volta in volta dagli altri benefici che nel reale si possono incontrare. Amici con cui giocare, trafficare, litigare e fare pace. Nessuno è mai solo, rincaro io: nemmeno un eremita nella sua caverna. Basta che si pensi in rapporto con un altro, magari lontano, magari che verrà. Esattamente ciò che Miro, come ogni altro bambino che sta bene, conosce e pratica. In una meravigliosa apertura verso l’universo di cui noi grandi dovremmo far memoria.



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.