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SCUOLA/ Tfa, i sindacati tirano per la giacchetta il Ministro. Fino a quando?

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Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (Imagoeconomica)  Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (Imagoeconomica)

Passava un altro mese o poco meno tra calcoli e ricalcoli, finché l’11 novembre, come ultimo atto prima del suo ritiro, in seguito alle dimissioni del premier Berlusconi, il ministro Gelmini firmava due decreti attinenti le modalità di accesso ai percorsi formativi di abilitazione per la scuola dell’infanzia e per la scuola primaria, nonché ai percorsi di tirocinio formativo attivo (Tfa), assieme ad altri dispositivi sui numeri del Tfa e delle Lauree magistrali, dei quali, però, non era dato conoscere il contenuto.

Il 16 novembre prestava giuramento il nuovo governo Monti e in qualche modo, almeno a giudicare le mosse delle organizzazioni sindacali, si cercava di riaprire i giochi sul Tfa e dintorni.

Dai comunicati dei sindacati della scuola degli ultimi giorni si apprende che le recenti disposizioni sul Tfa transitorio, che avrebbero finalmente consentito a tantissimi giovani di conseguire l’abilitazione all’insegnamento, saranno riscritte. Ancora una volta sembra che il sindacato voglia dettare le linee, i contenuti e i tempi della politica scolastica, arrogandosi anche il diritto di essere l’unico interlocutore rappresentativo della società civile.

Qual è il cavillo giuridico (e qui veniamo al punto)? Il 30 novembre i sindacati, dietro loro insistente richiesta, vengono convocati in Viale Trastevere. Secondo quanto riferisce lo Snals, nel corso dell’incontro il direttore generale dell’Università, dott. Livon, avrebbe chiarito che i due decreti datati 11 novembre, essendo atti interni al Miur regolarmente firmati dal ministro allora in carica, dovrebbero soltanto completare il loro iter per la registrazione. Invece, il decreto relativo alla programmazione delle lauree magistrali di I grado e quelli relativi al Tfa, prima della firma da parte del ministro del Miur, avrebbero dovuto recepire il parere del ministero dell’Economia e Finanze e quello del ministero della Funzione Pubblica. Ergo, poiché la crisi di Governo è intervenuta prima della formulazione dei citati pareri, l’iter dovrebbe riprendere dall’inizio come atto del nuovo ministro.

Il resoconto della riunione fornito dalla Cisl riporta i fatidici numeri finora considerati top secret. Ecco la testuali parole: “Nei provvedimenti firmati dal precedente ministro l’attivazione dei corsi di laurea magistrale per la secondaria di primo grado avrebbe previsto 2.802 accessi, a fronte di un fabbisogno stimato dal Miur in 2.493 unità e di un’offerta delle Università per 6.046 posti. Per i percorsi di Tfa destinati al primo grado gli accessi autorizzati sarebbero stati 4.275, a fronte di un fabbisogno di 4.626 unità e di un’offerta universitaria di 7.239 posti. Per il Tfa del secondo grado, 15.792 accessi autorizzati, in presenza di un fabbisogno stimato in 5.659 unità e un’offerta universitaria pari a 19.125 posti”.



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COMMENTI
05/12/2011 - Cavillo giuridico? (Franco Labella)

Fra i tanti guasti dell'era Gelmini c'è pure quello che ha colpito anche Foschi. Arrivare a scrivere di "cavillo giuridico" per un iter irregolare significa veramente non avere cultura amministrativa. In questo Foschi va d'accordissimo (quando si dicono i casi strani della vita) con l'ex giovane Ministro che era abituato a determinare gli organici senza emanare i relativi D.M. o che arrivava ad ipotizzare i pareri ex post. Sarà il caso di far sapere all'attivissimo Foschi (che credo sia al 5° o 6° articolo sul tema) che Tar e Consiglio di Stato sui "cavilli giuridici", come li chiama lui uomo di lettere, hanno ripetutamente dato torto alla Gelmini. Quindi se il nuovo deve avanzare facciamo avanzare la cultura della normalità giuridica. Sarebbe già un grande passo in avanti dopo l'ubriacatura del "liberalismo" senza regole. In fondo c'è già stato un illustre collaboratore dell'ex giovane Ministro che aveva teorizzato la educazione alla legalità senza le leggi. O che non teneva conto dei poteri delle Regioni in materia di dimensionamento e lo scriveva pure non solo nel suo blog... Ma era un altro letterato pure lui... e pure estimatore di Verdi. Insomma arte e creatività, niente a che vedere col rigore giuridico.

 
05/12/2011 - È DA ATTENDERSI COERENZA (Giorgio Israel)

Abbiamo sentito tutti la conferenza stampa di Monti, ieri. Ha spiegato che, a suo avviso, la concertazione deve aversi soltanto sulle tematiche del lavoro, in quanto sulle altre (persino su quelle economiche) si prefigura una lesione dei diritti del parlamento. Ebbene, qui stiamo parlando di FORMAZIONE degli insegnanti, neppure di reclutamento. Cosa diamine c'entrano i tavoli Ministero-Sindacati sul tema della formazione degli insegnanti? È da attendersi coerenza, ovvero non tanto che la mano destra sappia quel che fa la sinistra, quanto che le mani agiscano in conformità alle indicazioni della testa.

 
05/12/2011 - Urge correzione del sistema incoerente (Chiara Esse)

Il vincolo del fabbisogno si inquadra in un sistema in cui l’abilitazione comporti il “diritto” alla cattedra statale. Esso sarebbe stato coerente, e necessario, in tutti i sistemi che si sono susseguiti in Italia, eppure non è mai stato considerato e per questo le cattedre sono “prenotate” per i decenni futuri (unicum mondiale). Che senso ha introdurlo nel momento in cui l’abilitazione è sganciata dal reclutamento? Se l’abilitazione è idoneità all’insegnamento, allora, fatta salva la disponibilità delle università, quanti dimostreranno di raggiungere, nelle prove di accesso, la soglia, fissata dal ministero per accedere al percorso abilitante, dovranno poterlo intraprendere. Il ministero si limiti alle sue competenze, che sono di alto profilo. Elevando la soglia, da applicare a tutti gli aspiranti, si garantiranno ad un tempo abilitandi preparati e contenimemento dei numeri. Potrebbero persino restare scoperti dei posti, ma non si escluderanno i meritevoli. Il contenimento dei numeri può essere di carattere meritocratico. Viceversa l’ipotetico, e indimostrato, calcolo del fabbisogno regionale esiguo (sic) calcolato a Roma per ogni regione è fallace. Esso non collima con le possibilità constatate di insegnare nella scuola pubblica da non abilitati ed è irrazionale in quanto "misurato" su scala regionale quando l’abilitazione varrà in tutta Italia e nell’UE. Il sistema non sta in piedi: i suoi principi sono contradditori e non è coerente con i suoi presupposti.