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SCUOLA/ Tfa, i sindacati tirano per la giacchetta il Ministro. Fino a quando?

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Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (Imagoeconomica)  Il ministro dell'Istruzione Francesco Profumo (Imagoeconomica)

Come si vede, il Miur non avrebbe fornito le consistenze nelle loro articolazioni e la loro distribuzione nelle sedi universitarie, e tuttavia si sarebbe attestato, prima del nuovo ultimatum sindacale, su un numero di posti per il Tfa transitorio di medie e superiori che oltrepassa i 20mila accessi (una cifra soddisfacente e mediana tra i 26.364 proposti dagli atenei e i 13.285 concordati in precedenza dal Miur).

Il sindacato nel suo insieme si oppone a questi numeri facendo leva sul riesame dell’intero pacchetto dei provvedimenti già firmati. Può farlo? A nostro avviso no, per le ragioni addotte precedentemente: la programmazione degli accessi è un atto tecnico-politico che compete al Mef e alla Funzione Pubblica, anzitutto, e quindi al Miur, tenuto conto di tutto quello che è accaduto in questi lunghi mesi di trattative e accese dialettiche.

La questione dei giovani aspiranti all’insegnamento è ancora tutta aperta, dopo che da quattro anni si attende una soluzione. Le aspettative non dovrebbero essere ulteriormente deluse.

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COMMENTI
05/12/2011 - Cavillo giuridico? (Franco Labella)

Fra i tanti guasti dell'era Gelmini c'è pure quello che ha colpito anche Foschi. Arrivare a scrivere di "cavillo giuridico" per un iter irregolare significa veramente non avere cultura amministrativa. In questo Foschi va d'accordissimo (quando si dicono i casi strani della vita) con l'ex giovane Ministro che era abituato a determinare gli organici senza emanare i relativi D.M. o che arrivava ad ipotizzare i pareri ex post. Sarà il caso di far sapere all'attivissimo Foschi (che credo sia al 5° o 6° articolo sul tema) che Tar e Consiglio di Stato sui "cavilli giuridici", come li chiama lui uomo di lettere, hanno ripetutamente dato torto alla Gelmini. Quindi se il nuovo deve avanzare facciamo avanzare la cultura della normalità giuridica. Sarebbe già un grande passo in avanti dopo l'ubriacatura del "liberalismo" senza regole. In fondo c'è già stato un illustre collaboratore dell'ex giovane Ministro che aveva teorizzato la educazione alla legalità senza le leggi. O che non teneva conto dei poteri delle Regioni in materia di dimensionamento e lo scriveva pure non solo nel suo blog... Ma era un altro letterato pure lui... e pure estimatore di Verdi. Insomma arte e creatività, niente a che vedere col rigore giuridico.

 
05/12/2011 - È DA ATTENDERSI COERENZA (Giorgio Israel)

Abbiamo sentito tutti la conferenza stampa di Monti, ieri. Ha spiegato che, a suo avviso, la concertazione deve aversi soltanto sulle tematiche del lavoro, in quanto sulle altre (persino su quelle economiche) si prefigura una lesione dei diritti del parlamento. Ebbene, qui stiamo parlando di FORMAZIONE degli insegnanti, neppure di reclutamento. Cosa diamine c'entrano i tavoli Ministero-Sindacati sul tema della formazione degli insegnanti? È da attendersi coerenza, ovvero non tanto che la mano destra sappia quel che fa la sinistra, quanto che le mani agiscano in conformità alle indicazioni della testa.

 
05/12/2011 - Urge correzione del sistema incoerente (Chiara Esse)

Il vincolo del fabbisogno si inquadra in un sistema in cui l’abilitazione comporti il “diritto” alla cattedra statale. Esso sarebbe stato coerente, e necessario, in tutti i sistemi che si sono susseguiti in Italia, eppure non è mai stato considerato e per questo le cattedre sono “prenotate” per i decenni futuri (unicum mondiale). Che senso ha introdurlo nel momento in cui l’abilitazione è sganciata dal reclutamento? Se l’abilitazione è idoneità all’insegnamento, allora, fatta salva la disponibilità delle università, quanti dimostreranno di raggiungere, nelle prove di accesso, la soglia, fissata dal ministero per accedere al percorso abilitante, dovranno poterlo intraprendere. Il ministero si limiti alle sue competenze, che sono di alto profilo. Elevando la soglia, da applicare a tutti gli aspiranti, si garantiranno ad un tempo abilitandi preparati e contenimemento dei numeri. Potrebbero persino restare scoperti dei posti, ma non si escluderanno i meritevoli. Il contenimento dei numeri può essere di carattere meritocratico. Viceversa l’ipotetico, e indimostrato, calcolo del fabbisogno regionale esiguo (sic) calcolato a Roma per ogni regione è fallace. Esso non collima con le possibilità constatate di insegnare nella scuola pubblica da non abilitati ed è irrazionale in quanto "misurato" su scala regionale quando l’abilitazione varrà in tutta Italia e nell’UE. Il sistema non sta in piedi: i suoi principi sono contradditori e non è coerente con i suoi presupposti.