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SCUOLA/ Alcuni consigli (non richiesti) per "salvare" le Indicazioni Fioroni

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Strumenti quali focus group a dirigenti, docenti e genitori e interviste in profondità a testimoni privilegiati avevano consentito di disegnare la situazione reale delle scuole. C’è da auspicare un’analoga operazione in tempi brevi per le Indicazioni del 2007. Il fattore tempo garantisce l’efficacia dell’operazione di revisione che ha a cuore il Ministero. Se è vero come è vero che il gruppo tecnico presso il ministero sta già operando, quando e come terrà presenti le buone pratiche (significative esperienze) che possono essere rinvenute nelle singole scuole? Il rischio, che si spera non venga corso, è quello di rivedere le Indicazioni con gli occhi di esperti a prescindere da pratiche esemplari ed efficaci testate in alcune scuole. Ciò è tanto più importante quanto più si rileva la necessità e l’utilità di rendere le scuole interlocutori attivi dei processi di innovazione e sviluppo dell’efficacia formativa e culturale dell’istituzione scolastica.

Senza nulla togliere all’opportunità di un “censimento” da attuare sulle scuole, sorgono delle perplessità sulla formulazione del questionario. Di per sé il questionario va a sondare elementi e aspetti importanti ed interessanti dell’assetto organizzativo e culturale delle scuole (il Pof, il curricolo, la valutazione, la formazione dei docenti, ecc.), ma gli item rilevano aspetti generali, non indicatori specifici relativi all’attuazione delle Indicazioni. Sembra compito ben difficile, dai dati richiesti, fare una fotografia delle dinamiche che hanno mosso le scuole a partire dalle Indicazioni. Forse lo strumento predisposto dall’Ansas sottende un obiettivo più generale, quello di conoscere la vitalità delle scuole su determinati elementi che contribuiscono alla qualità della scuola. Ma allora perché la circolare sostiene che “le risultanze del questionario serviranno a sostenere l’eventuale revisione delle Indicazioni”?

Gli indicatori su cui è costruito il questionario dovrebbero rendere evidente il rapporto tra gli stessi e il testo delle Indicazioni. Sarebbe interessante che nella compilazione le scuole fossero a conoscenza del “quadro di riferimento” su cui è stato tessuto il questionario, come in simil modo viene fatto in occasione della somministrazione delle prove Invalsi relative a italiano e matematica. Tale informazione consentirebbe alle scuole di rispondere agli item non solo con uno sguardo alle azioni e agli esiti, ma anche alle ragioni che hanno portato ad un cambiamento e ai processi che sono stati attivati nel cammino di innovazione.



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COMMENTI
07/12/2011 - Che delusione! (Khan Kubla)

Il Collegio docenti della mia scuola ha accolto con entusismo la possibilità che veniva offerta di partecipare attivamente al monitoraggio delle Indicazioni nazionali. La lettura dei quesiti è stata però un'enorme delusione: è risultato chiaro a tutti che al Ministero non interessava affatto venire a conoscenza dello stato reale delle scuole, né delle "buone pratiche" nate con tanta fatica al loro interno. Il questionario, incomprensibile nelle sue finalità, era solo l'ennesima presa in giro di un APPARATO incompetente, disinteressato e distante. Si parla tanto della valutazione delle scuole e dei docenti, ma i dirigenti del MIUR, con i loro stipendi e privilegi, da cui discendono scelte che la politica ha loro delegato, saranno mai oggetto di una seria selezione e valutatazione?