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SCUOLA/ Alcuni consigli (non richiesti) per "salvare" le Indicazioni Fioroni

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Forse sarebbe stato utile offrire alle scuole, secondo un campione statistico, una rete di indicatori che le aiutasse in un processo di “autovalutazione” guidato ma che avrebbe potuto interrogare le scuole rendendole responsabili e consapevoli degli obiettivi e degli esiti di cambiamenti programmati e anche, molto interessante, dei cambiamenti accaduti non previsti. Una seria autovalutazione porta alla consapevolezza del valore aggiunto di modifiche che possono sembrare toccare un solo elemento dell’universo scolastico e che invece rimodificano più territori. (Modificare le procedure della valutazione può suscitare come esito il bisogno di rivedere le modalità di programmazione, e viceversa). Una simile operazione potrebbe essere messa in atto, anche dopo la restituzione dei questionari, su un campione di scuole.

Una condizione perché l’importante e giusta iniziativa del monitoraggio dell’adesione delle scuole alle Indicazioni sia proficua è la costruzione di una road map intelligente ed efficace. Sembra importante che le riflessioni del gruppo tecnico che opera al Ministero e gli esiti della rilevazione a livello nazionale si incrocino e si interroghino con una adeguata tempistica, non un prima e un dopo, ma un “mentre”.

Da ultimo, ma non ultimo in termini di utilità e di sviluppo dell’innovazione, sarebbe auspicabile che gli esiti della rilevazione attuata attraverso il questionario fossero restituiti alle scuole. Ciò permetterebbe alle singole scuole di conoscere lo status quo dell’universo scolastico, della propria situazione e, perché no, di essere sollecitate da exempla significativi a rischiare un cambiamento che renda l’azione della scuola efficace e mirata alla formazione degli allievi.

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COMMENTI
07/12/2011 - Che delusione! (Khan Kubla)

Il Collegio docenti della mia scuola ha accolto con entusismo la possibilità che veniva offerta di partecipare attivamente al monitoraggio delle Indicazioni nazionali. La lettura dei quesiti è stata però un'enorme delusione: è risultato chiaro a tutti che al Ministero non interessava affatto venire a conoscenza dello stato reale delle scuole, né delle "buone pratiche" nate con tanta fatica al loro interno. Il questionario, incomprensibile nelle sue finalità, era solo l'ennesima presa in giro di un APPARATO incompetente, disinteressato e distante. Si parla tanto della valutazione delle scuole e dei docenti, ma i dirigenti del MIUR, con i loro stipendi e privilegi, da cui discendono scelte che la politica ha loro delegato, saranno mai oggetto di una seria selezione e valutatazione?