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SCUOLA/ L’amicizia tra prof e studenti su Facebook? Il preside: io lo faccio, vi spiego come

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Non si rischia dunque una perdita di autorevolezza da parte dell'insegnante?
Dipende dall'uso e dal comportamento che uno tiene. Ricordo, specie quando ero più giovane, colleghi insegnanti che tenevano questo atteggiamento pseudo confidenziale con i ragazzi del tipo: siamo amici, diamoci del tu. Personalmente io do del lei a tutti, anche al vice preside e su questo tengo duro anche nel rapporto su Fb. Penso ci sia un problema di ruoli che vada tenuto in piedi. Lo chiarisco sempre ai ragazzi: siamo amici su Fb, ma io sono il preside e tu sei uno studente della mia scuola.
Dunque uno strumento di lavoro.
Il problema è che gli studenti usano Fb in modo improprio. Mi sono trovato a gestire situazioni con provvedimenti disciplinari che avevano anche implicazioni su Fb. Ed è una bella occasione per faglielo presente e invitarli a stare attenti. Per capirsi, situazioni di minacce anche in gruppi chiusi, ma gruppi di cui i minacciati facevano parte e poi si veniva a sapere pubblicamente. Casi come questi li ho fatti entrare nei provvedimenti disciplinari allegandoli agli atti ufficiali scolastici. Ecco, allora, che è opportuno esserci su Facebook piuttosto che non esserci.
In conclusione lei non firmerebbe mai una circolare come quella che è stata mandata agli insegnanti di Albisola.
No, anzi, faccio il contrario, invito a usare maggiormente Facebook. I ragazzi non si rendono conto che quando scrivono su Facebook non stanno scrivendo sul loro diario personale, ma si fanno leggere da tutti. Farli riflettere su questo fatto è stata una bella occasione, occasione che è servita anche ai genitori dei ragazzi stessi.



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COMMENTI
07/12/2011 - Si colpisce perchè non si capisce? (Sergio Palazzi)

Cereda e Mereghetti centrano gli aspetti più importanti: in un'epoca in cui la relazione interpersonale è ai minimi termini, e soprattutto nella scuola in cui sembra che tra adulti e ragazzi sia addirittura istituzionale una barriera di incomunicabilità al di fuori delle caselline nell'orario, ben vengano tutti gli strumenti che permettono di crescere insieme. Lecito il sospetto che certi divieti non derivino da un ragionamento ma dall'ostilità verso cose che non si conoscono né capiscono. Il che poi non vuol dire che non ci siano differenze: in un articolo di qualche mese fa su queste pagine avevo detto come Facebook mi piaccia davvero poco e continui a restarne fuori, mentre e-mail e blog mi paiano assai più funzionali al rapporto tra adulto e giovane, senza dimenticare l'efficacia di Twitter. Ma non mi permetto di pensare che sia un giudizio assoluto e debba diventare legge. La cosa importante è la capacità, da entrambi i lati, di saper riconoscere tanto l'altro, tanto sé stesso, come persona e come portatore di un ruolo: distinti ma collaboranti, non contrapposti. I giuggioloni che si fanno dare del tu dagli studenti ci saranno sempre a prescindere da FB; quanto ad abusi, maleducazione e scorrettezza, so bene che le pagine FB di certi studenti riservano ai docenti dei trattamenti che vanno oltre il limite del penale: ma se non ci fosse FB quelle cose le scriverebbero nei cessi o se le direbbero a voce, il mezzo tecnico permette solo di renderle pubbliche più rapidamente.

 
06/12/2011 - Anch'io non firmerei mai una circolare ... (Gianni MEREGHETTI)

Anch'io, se il mio preside la scrivesse, non firmerei mai una circolare che mi impedisse di diventare amico dei miei studenti su Facebook. Non perché creda che quella di Facebook sia una rete di amicizia, anzi è quanto di più scontato oggi possa esserci! Ma proprio questi strumenti e la loro utilità a livello informativo fanno capire quanto sia importante il legame vero di una amicizia, la sua sfida ad entrare nella realtà. Quindi nessuna circolare contro Facebook, sono circolari inutili, perchè pongono un problema che non c'è! Liberi di navigare, liberi di andare da una parte all'altra della rete, così liberi che navigando si toccano tanti mondi e cresce il desiderio di sfondare la rete per trovare la realtà, quell'umanità che vibra e a cui non basta sfiorarsi tangenzialmente in un mondo virtuale.