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SCUOLA/ L'anticipazione: progetto Valorizza, le opinioni "funzionano". Ecco i dati

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Anticipiamo una sintesi del Rapporto di ricerca svolto dall’Associazione TreeLLLe e dalla Fondazione per la Scuola della Compagnia di San Paolo sul progetto sperimentale Valorizza, avviato dal Miur nel 2011 per premiare i docenti che si distinguono per un generale apprezzamento all’interno della scuola (il progetto si accompagnava ad un’altra sperimentazione, VSQ, valutazione per lo sviluppo della qualità delle scuole). I dati saranno presentati oggi a Roma presso il Cnr, alla presenza del ministro Francesco Profumo, dell’Ocse e della Banca d’Italia.

 

Gli obiettivi del progetto sperimentale “Valorizza” - La sperimentazione “Valorizza” del Miur risponde alla seguente domanda: è possibile capire chi sono in una scuola gli insegnanti la cui buona reputazione professionale sia da tutti condivisa, al fine di poterli premiare? 

Questa domanda (a cui “Valorizza” risponde con un sì), è importante perché la scuola italiana ha bisogno di evitare lo scoraggiamento dei suoi docenti migliori, quelli che negli anni recenti hanno contribuito maggiormente a tenerla in piedi e a farla funzionare pur tra mille difficoltà. Ce ne sono probabilmente in ogni scuola, ma nessuno ne ha mai riconosciuto in modo esplicito i meriti, l’impegno e la fatica. Trovare un metodo da tutti ben accettato e poco costoso per porre fine urgentemente a questa situazione è il primo obiettivo della sperimentazione “Valorizza”.

Non è l’unico: la scuola italiana ha anche bisogno di attirare i migliori laureati alla carriera di insegnante. Attualmente, soprattutto per le materie scientifiche, le alternative all’insegnamento offrono prospettive retributive e di carriera oggettivamente più attraenti per i giovani meglio preparati. Tanto che anche quelli che d’istinto potrebbero esser ottimi insegnanti prendono altre strade. A questi giovani è necessario dare il messaggio che anche nel mondo dell’istruzione, per i meritevoli, ci sono attraenti prospettive retributive, di carriera e di partecipazione al governo della scuola.

I metodi possibili per raggiungere questi obiettivi sono molti. Alcuni basati su indicatori oggettivi come i risultati nei test di apprendimento degli studenti (le prove Invalsi), altri basati su valutazioni discrezionali di ispettori esterni o dei dirigenti scolastici. Tutti questi metodi, presi singolarmente, hanno problemi e controindicazioni che generano un fuoco incrociato di critiche e lasciano generalmente dubbiose le comunità scolastiche.

Il progetto sperimentale “Valorizza” , avviato dal Miur su proposta di un Comitato Tecnico Scientifico, ha individuato un metodo diverso e originale rispetto a quelli tradizionali, a tutt’oggi poco sperimentato. Anche questo metodo non è una bacchetta magica e non è esente da problemi e controindicazioni. Ma alla luce delle riflessioni teoriche sulla questione e nei limiti delle evidenze empiriche rilevate, lascia ben sperare e quindi merita di essere considerato, per ora almeno in via sperimentale. Presupposto di questo metodo è la convinzione che esistano davvero quegli insegnanti su cui nessuno ha da discutere, quelli che anche dopo 40 anni saranno ricordati dai loro studenti (bravi e meno bravi) come gli insegnanti che hanno lasciato un segno positivo nelle loro vite, quelli apprezzati dai docenti come colleghi e anche dai genitori come guida per i loro figli.

Dato questo presupposto, il metodo consiste essenzialmente nel raccogliere informazioni da tutte le componenti di una comunità scolastica (docenti, famiglie e studenti) e nel convogliarle ad un nucleo di valutazione ristretto, interno alla scuola, che, sulla base di quelle informazioni e delle proprie conoscenze dirette, identifichi gli insegnanti la cui reputazione professionale sia per tutti indiscutibilmente ottima. La convergenza di giudizi positivi di una sola componente scolastica su un certo numero di docenti potrebbe non essere sufficiente. 



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COMMENTI
10/12/2011 - Le opinioni? Sono opinabili... (Franco Labella)

Cinque pagine di articolo non mi pare che possano nobilitare la sostanza di un progetto di valorizzazione che per modalità, consenso ottenuto, risorse finanziarie ed esiti è, nella migliore delle ipotesi, il topolino partorito dalla montagna. Con tutto il rispetto per chi ha deciso di partecipare alla lotteria vorrei sinteticamente far notare che un progetto come questo ha, oltre a tutti i difetti insiti nel meccanismo stesso, una pecca enorme: quella di far passare l'idea che il successo formativo sia opera di monadi sia pur ottimate. Pardon, volevo dire "meritevoli". Spero che cali, al più presto, il sipario su operazioni come questa. Il nuovo che avanza non è certamente questo. Le operazioni-immagine non credo saranno la cifra del successore dell'ex-Ministro Gelmini. Anche perchè gli Zennaro e gli Abravanel si spera non siano più della partita....