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SCUOLA/ L'anticipazione: progetto Valorizza, le opinioni "funzionano". Ecco i dati

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Pur segnalando alcune lacune informative nel modo in cui la sperimentazione è stata proposta alle scuole, gli intervistati hanno evidenziato innanzitutto come “Valorizza” abbia intercettato un desiderio diffuso tra gli insegnanti di vedere riconosciuta la loro professionalità e comunque l’apprezzamento per essere stati messi al centro dell’attenzione dei loro dirigenti e colleghi, nonché di famiglie e studenti. Positivo è anche il giudizio sulle modalità di elezione del Nucleo e sull’articolazione del suo processo decisionale. Tuttavia il presupposto concettuale di “Valorizza” ha fatto fatica a essere compreso. Soprattutto nelle fasi iniziali, ha prevalso la preoccupazione per l’assenza di indicazioni precise riguardo ai “criteri” più o meno “oggettivi” che il Nucleo avrebbe dovuto usare per decidere e alle pratiche professionali che i docenti avrebbero dovuto seguire per ottenere il riconoscimento. Non è stato facile far capire che questo metodo, per sua natura, non deve far riferimento a criteri e comportamenti precisi, in quanto è basato su di un concetto, la reputazione professionale, a tutti evidente ma non precisamente definibile.

Le interviste segnalano inoltre un’insoddisfazione sugli strumenti utilizzati per raccogliere informazioni sui docenti (questionario di autovalutazione e CV) e una preoccupazione riguardo alla capacità delle famiglie, soprattutto in ambienti socio-economici disagiati, di giudicare correttamente la qualità degli insegnanti. Minori le preoccupazioni sulle capacità di giudizio degli studenti. D’altro canto, e soprattutto ex post, è stata largamente apprezzata la possibilità che il modello offre di incrociare punti di vista diversi, dei protagonisti (insegnanti e dirigente) e degli utenti (genitori ed alunni) nel giudizio valutativo. Questa caratteristica di “Valorizza” viene riconosciuta da dirigenti e docenti come uno dei maggiori punti di forza. In altre parole, nonostante le preoccupazioni iniziali, è stato apprezzato proprio il carattere olistico e pluralistico del modello, che rende il processo di valutazione intersoggettivo (certamente non arbitrario). È stata anche apprezzata la possibilità di adottare una logica di valutazione tutta interna che da un lato vede protagonista la comunità scolastica e dall’altro consente di contestualizzare il modello stesso, sulla base delle specificità di ciascuna scuola.

La validazione quantitativa del “metodo reputazionale” - Utilizzando invece dati quantitativi su tutte le 33 scuole coinvolte, il Rapporto descrive i risultati di una analisi statistica finalizzata a: 1) Identificare le variabili che hanno influenzato maggiormente le decisioni dei nuclei. 2) Verificare la corrispondenza tra le scelte dei nuclei e le opinioni più diffuse tra i docenti, i genitori e gli studenti riguardo alla reputazione degli insegnanti, con particolare riferimento a: a) presenza nella lista dei premiati di docenti che non avrebbero dovuto essere premiati; b) presenza di altri docenti che avrebbero meritato il premio ma non lo hanno ricevuto.

Per quel che riguarda il primo obiettivo, i risultati dicono che le opinioni dei genitori e degli studenti sono correlate più di altre variabili con le decisioni dei nuclei. Un aumento di preferenze parentali di circa il 10% rispetto al numero di preferenze ricevute in media da un docente, genera un aumento di circa il 6% della probabilità di ricevere il premio rispetto alla situazione ipotetica di un docente con le caratteristiche medie del campione. Risultati simili valgono per le preferenze espresse dagli studenti. Nelle scuole secondarie di secondo grado gli insegnanti di materie letterarie hanno avuto una probabilità superiore di ricevere il premio rispetto a quelli di altre materie, ma nelle altre scuole non si osservano differenze sensibili rispetto alla materia insegnata. Risultano però svantaggiati i docenti che insegnano in un numero maggiore di classi e quelli con minore anzianità di servizio nella scuola.



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COMMENTI
10/12/2011 - Le opinioni? Sono opinabili... (Franco Labella)

Cinque pagine di articolo non mi pare che possano nobilitare la sostanza di un progetto di valorizzazione che per modalità, consenso ottenuto, risorse finanziarie ed esiti è, nella migliore delle ipotesi, il topolino partorito dalla montagna. Con tutto il rispetto per chi ha deciso di partecipare alla lotteria vorrei sinteticamente far notare che un progetto come questo ha, oltre a tutti i difetti insiti nel meccanismo stesso, una pecca enorme: quella di far passare l'idea che il successo formativo sia opera di monadi sia pur ottimate. Pardon, volevo dire "meritevoli". Spero che cali, al più presto, il sipario su operazioni come questa. Il nuovo che avanza non è certamente questo. Le operazioni-immagine non credo saranno la cifra del successore dell'ex-Ministro Gelmini. Anche perchè gli Zennaro e gli Abravanel si spera non siano più della partita....