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SCUOLA/ L'esperto: senza l'autonomia non si imparano le lingue

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In realtà nulla è mai perduto: si possono studiare le lingue a tutte le età, la motivazione è decisiva. È però provato, soprattutto sulla base degli studi neurolinguistici più recenti, come sia fondamentale cominciare presto perché esistono circuiti neurologici che si attivano meglio se si viene esposti da piccoli ad una lingua straniera. Anche a livello di apparato fonatorio ci sono suoni che si articolano più facilmente in una fascia d’età più bassa. Claude Hagège per esempio sostiene che ad 11 anni si è acquisito l’«oreille nationale»: se uno non viene esposto a più di una lingua prima di quell’età, ha maggiori difficoltà nel sintonizzarsi, ad apprendere e ad interagire in contesti culturali diversi. Senz’altro prima si è esposti ad una lingua straniera e la si impara, meglio è. Le indicazioni  europee lo confermano.

In che senso?

Prima l’Ue suggeriva di iniziare l’apprendimento di una lingua straniera nella scuola primaria, adesso propende per anticipare alla fascia d’età 3-6 anni. In ogni caso, è fondamentale attivare dinamiche che non siano solamente «scolastiche», perché insegnare una lingua solo per due o più ore settimanali è estremamente limitativo: la classe di lingue non basta, si deve allargare l’esposizione alla lingua ad altri ambiti «forti», quali scambi con l’estero, classi virtuali, stage e periodi di studio  all’estero. Soprattutto, bisogna far scattare nei ragazzi il meccanismo dell’autoapprendimento.

Come giudica invece la situazione dal lato dei docenti?

Molti docenti italiani si sono impegnati in percorsi di formazione per l’apprendimento dell’inglese. Sto pensando innanzitutto alla scuola primaria, dove in diversi hanno raggiunto un livello – il B1 (si fa riferimento alla scala di sei livelli – A1, A2, B1, B2, C1, C2 - del  Quadro comune europeo di riferimento per le lingue moderne del Consiglio d’Europa, ndr) – che non è eccezionale, ma che rappresenta un passo avanti. Inoltre il nuovo Regolamento della formazione iniziale (Decreto ministeriale 249/2010) fissa per tutti i docenti, dalla storia alle scienze, il livello B2, sia nella primaria sia nella secondaria. È ovvio che nella stragrande maggioranza dei casi la lingua appresa a questo livello sarà l’inglese.

Lei è ispettore tecnico nell’Ufficio scolastico regionale lombardo. Cosa può dire della situazione in Lombardia?



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COMMENTI
09/12/2011 - Un titolo fuorviante (enrico maranzana)

L’autonomia, intesa nel suo autentico significato, ha scarsa attinenza con l’oggetto dell’intervista. L’autonomia, infatti, implica la visione sistemica, l’assunzione di decisioni atte a approssimare la finalità isituzionale, la gestione unitaria, coordinata dei processi d’apprendimento. L’intervista, invece, affronta questoni squisitamente tecniche, aspetti importanti ma secondari rispetto alla progettazione formativa, educativa e dell’istruzione.