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SCUOLA/ L'esperto: senza l'autonomia non si imparano le lingue

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Ho avuto modo di verificare che nelle scuole primarie ci sono docenti che hanno anche il C1: è un dato molto positivo. Abbiamo avviato un progetto che offre ai bambini di prima primaria il 25 per cento del curricolo in lingua inglese. Per aderire è necessario che i docenti, in congruo numero, abbiano una competenza linguistica di livello B2: da parte nostra, offriamo un percorso di formazione ben strutturato.

Non si può cambiare tutto subito. Qual è la vostra strategia?

Avviare progetti di sperimentazione che costituiscano esempi da seguire. Molte situazioni si evolvono perché scatta l’emulazione. Il progetto di cui ho appena parlato è attivato in sei scuole della Lombardia, altre province ci stanno pensando e stanno raccogliendo fondi.

Più autonomia finanziaria potrebbe giovare alle scuole?

Certamente. I progressi di cui abbiamo parlato all’inizio sono stati attivati sulla base della legge 59 dell’autonomia delle istituzioni scolastiche del 1997 e successivo Dpr 275 del marzo 1999. L’autonomia fa scattare meccanismi di responsabilità, il più è poi verificare che questi finanziamenti siano spesi nel migliore dei modi.

E come si fa?

La verifica è possibile se se si ha un progetto definito nell’ambito del quale si possono accertare le competenze dei docenti. Li si forma se sono deboli, oppure li si motiva attivando percorsi formativi dinamici con formatori italiani ben preparati o madrelingua che vengono dall’estero, per esempio. L’ostacolo maggiore rimane sempre la mancanza di incentivi agli insegnanti come stimolo all’incremento della professionalità. Ovvero: se non ho un incentivo non avvio un nuovo progetto. È il grosso problema della nostra scuola. Chi produce risultati migliori dovrebbe davvero poter ricevere compensi maggiori.

Dall’anno scolastico 2014/15 il Clil (Content and Language Integrated Learning), che prevede l’insegnamento di una disciplina curricolare in lingua straniera per le classi finali, andrà a regime. Come la mettiamo?



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COMMENTI
09/12/2011 - Un titolo fuorviante (enrico maranzana)

L’autonomia, intesa nel suo autentico significato, ha scarsa attinenza con l’oggetto dell’intervista. L’autonomia, infatti, implica la visione sistemica, l’assunzione di decisioni atte a approssimare la finalità isituzionale, la gestione unitaria, coordinata dei processi d’apprendimento. L’intervista, invece, affronta questoni squisitamente tecniche, aspetti importanti ma secondari rispetto alla progettazione formativa, educativa e dell’istruzione.