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SCUOLA/ L'esperto: senza l'autonomia non si imparano le lingue

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Il Clil non va pensato come una spada di Damocle, ma come una modalità per aumentare l’esposizione linguistica dei ragazzi a scuola. La cosa interessante è che sebbene la riforma dica che verrà fatto d’obbligo nell’ultimo anno dei licei e degli istituti tecnici, come metodologia può essere già messa in atto, grazie all’autonomia, in qualsiasi scuola e in qualsiasi classe, secondo moduli e orari decisi dal collegio docenti. Vorrei sdrammatizzare il tutto con un dato positivo emerso l’anno scorso.

Di che si tratta?

È stata fatta una rilevazione a livello nazionale per verificare quanti fossero i docenti di discipline non linguistiche con competenze in una lingua straniera. Ebbene, sono moltissimi gli insegnanti di altre discipline che conoscono le lingue straniere e che sarebbero disponibili a intraprendere percorsi di formazione per diventare docenti della propria materia in lingua straniera. Mi lasci dire che è stata una sorpresa per tutti trovare in Italia 10mila insegnanti a tempo indeterminato di discipline non linguistiche e 6mila docenti a tempo determinato (i «precari») con competenze linguistiche reali. I risultati dei test di posizionamento di inglese, francese e tedesco condotti nel luglio 2011 su un campione di circa 200 docenti in Lombardia sono stati sorprendentemente positivi: il 40 per cento dei docenti si è attestato in tutte le lingue sul livello B2, con punte anche di livello C1/C2. Sono dati di cui invito a tener conto, e che ci permettono di non dipingere tutto a tinte fosche, come siamo spesso abituati a fare. Slowly but steadily direbbe un inglese: lentamente, ma costantemente le competenze dei nostri studenti e docenti stanno migliorando!



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COMMENTI
09/12/2011 - Un titolo fuorviante (enrico maranzana)

L’autonomia, intesa nel suo autentico significato, ha scarsa attinenza con l’oggetto dell’intervista. L’autonomia, infatti, implica la visione sistemica, l’assunzione di decisioni atte a approssimare la finalità isituzionale, la gestione unitaria, coordinata dei processi d’apprendimento. L’intervista, invece, affronta questoni squisitamente tecniche, aspetti importanti ma secondari rispetto alla progettazione formativa, educativa e dell’istruzione.