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CAOS 17 MARZO/ Scuole chiuse? Gelmini: festeggiare in classe. Rembado (Anp): eliminare vacanze meno rilevanti

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Non solo le scuole chiuse, ma anche le università. E’ la richiesta del movimento studentesco Azione universitaria, che per bocca del suo coordinatore nazionale Andrea Volpi, chiede «al ministro Gelmini di esprimersi in tal senso e non di spalleggiare proteste strumentali su un tema che dovrebbe, questo più di altri, unire tutti gli italiani».

 

Se questo non dovesse accadere «saremo pronti anche a fare i picchetti e chiuderle noi – aggiunge - , un gesto che è contrario al nostro modo di fare politica, ma la patria è un valore fondamentale per noi e dovrebbe esserlo per ogni italiano, e per difenderlo siamo disposti ad andare contro a quelli che sono da sempre stati i nostri metodi».

 



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COMMENTI
11/02/2011 - La questione seria non è scuole chiuse o aperte (Gianni MEREGHETTI)

La questione seria del 17 marzo non è se le scuole saranno chiuse o se le dovremo tenere aperte, perchè a che pro andare a scuola e per quali motivi non andarci? Sarebbe più interessante che il Ministro e i Presidi, al posto di perdersi in questo dibattito sterile su vacanza sì-vacanza no,si chiedessero perchè mai e come festeggiare l'unità d'Italia dentro le scuole. Ciò che manca oggi è il coraggio di affrontare la questione educativa di una celebrazione dell'Unità d'Italia. Per lo più si evita il problema, ognuno rimanendo legato al suo pregiudizio ideologico. Non è questo che vuole chi entra in classe con una preoccupazione educativa, per cui non gli basta sapere che deve mettere dentro la memoria un'altra festività nè gli basta la smorfia di chi è stufo di sentir parlare di unità d'Italia. C'è un salto educativo da fare in questa celebrazione, urge chiedersi che cosa c'entri con un giovane d'oggi l'unità italiana, e bisogna farlo al più presto, prima di decidere se il 17 marzo le scuole saranno chiuse o aperte. In questa direzione la cosa più interessante è recuperare la dimensione di popolo che in quell'inizio di unità struggeva, cercava di manifestarsi in tutta la sua forza e superando le contraddizioni della storia. Un giovane d'oggi perchè mai dovrebbe interessarsi dell'unità d'Italia? Solo se può trovare il segno di qualcosa che continua, fino ad arrivare all'oggi, un giovane può aprire il cuore e la mente, e questa continuità è ciò che ci fa popolo.