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SCUOLA/ Orazio esperto di politica scolastica? Un "suggerimento" alla Gelmini...

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Pompei. Affresco raffigurante medaglione con busto ritratto, cd. Saffo  Pompei. Affresco raffigurante medaglione con busto ritratto, cd. Saffo

Il contrasto tra intelligenza intuitiva e pedanteria  fornisce invece un punto di vista interessante che percorre dall’interno tutte le discipline e più ancora interferisce sullo scopo della formazione alla quale esse mirano. Tra le tante domande che affiorano, una forse va segnalata: la scuola oggi si programma, senza dichiararlo esplicitamente, in termini soltanto tecnici e funzionali oppure è ancora stimato e previsto uno spazio di gratuito, di investimento su ciò che in apparenza non serve?
Orazio è ben lontano da una concezione e da una pratica della sua opera come frutto della pura ispirazione: in quella stessa epistola ai Pisoni egli afferma che la poesia viene dalla sintesi di ingenium et ars, intendendo quest’ultima come tecnica; proprio in virtù di entrambe egli ha fornito per secoli un modello ai suoi molti imitatori.  Egli fa inoltre parte del circolo di Mecenate, che dipende, anche se non direttamente, dal principe; soldato mediocre, per non dire disertore in una società prevalentemente militare, diviene collaboratore di una  politica culturale ambiziosa e, a giudicare dai risultati, vincente. Tutto ciò non lo priva di capacità critica nell’avvertire la meschinità del sistema di istruzione romano.

Quanti oggi sono interessati alle stesse tematiche potrebbero trovare nei suoi splendidi versi e nella moralità che li sottende buoni spunti di riflessione. Orazio è il cantore del carpe diem, espressione che solo una lettura superficiale fa coincidere con un gaio vitalismo, ma che in realtà è l’emblema di una saggezza disincantata e malinconica, è il maestro che ha insegnato a miscere utile dulci, a intrecciare l’utile al bello nella poesia e nella vita, in uno stile sobrio e raffinato, coerente con l’etica dell’aurea mediocritas, ovvero della misura.
Per questi e per altri motivi Orazio è scrittore inattuale e perciò degno di essere ascoltato da chi, occupandosi di educazione, non bada solo al presente, ma pensa al futuro.
 



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