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FUORICLASSE/ Ti aspetti la scuola, trovi solo giochi di coppie. Prof. Keating, dove sei?

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Luciana Littizzetto in una scena di Fuoriclasse, su Raiuno (Ansa)  Luciana Littizzetto in una scena di Fuoriclasse, su Raiuno (Ansa)

Personalmente mi sono accostato con interesse a questa fiction perché, da insegnante, mi fa piacere che si ponga attenzione pubblica al mio lavoro. Intravedevo la possibilità che Fuoriclasse, anche per l’interesse mediatico che l’ha circondata, potesse essere una specie di Attimo fuggente all’italiana. In altri termini, speravo che potesse mettere in scena il rapporto educativo. Il professor Keating, in quel film, affascina i suoi alunni per la passione e l’impegno per quello che fa, perché confida loro i suoi sogni di quando era un liceale anche lui, perché li sorprende con metodi didattici nuovi. Purtroppo, però, una cosa del genere non emerge da Fuoriclasse, se non in pochi momenti. È solo la spontaneità recitativa di Luciana Littizzetto una delle poche cose positive che salva questo sceneggiato dal basso livello di intrecci amorosi, che prevale.

Della puntata del 13 febbraio, comunque, recupererei alcuni momenti. Anzitutto, mi ha fatto piacere quando sono stati svergognati dalla Passamaglia, e da Vivaldi, il grande esperto accademico e la professoressa Zara che sputavano le loro scontate sentenze sull’incapacità dei nostri giovani di leggere o di esprimersi in modo compiuto. In effetti, non è detto che questa generazione sia peggiore delle altre, anzi, per certi versi, sembra perfino più disponibile a vedere nell’adulto un punto di riferimento.

Un’altra cosa che mi è piaciuta sono stati i momenti, rari a dir la verità, di vita di classe, per esempio, quando la professoressa Passamaglia e i suoi alunni parlano dei Promessi Sposi. La professoressa chiede agli alunni “Cosa tagliamo del primo capitolo?”. Lei lancia una sfida, e gli alunni la accolgono, e vorrebbero convincerla a saltare la descrizione iniziale del “ramo del Lago di Como” e il dialogo fra i bravi e Don Abbondio, ma poi lei fa capire che non si può fare a meno né di una né dell’altra, e spiega il perché. Questo è un modo di fare scuola interessante, perché non chiude gli occhi sulle obiezioni dei ragazzi, ma le smonta con il ragionamento.

Da valorizzare anche il processo di umanizzazione, della preside-suora (chi l’avrebbe mai detto che anche una suora è una donna, e non è solo un panzer in vestito talare?), che rivela da una parte le debolezze del tempo passato, ma che si mostra capace di affrontarle in modo dignitoso e intelligente, ricorrendo anche ad un investigatore privato, pur di non cedere al ricatto di Ottavio, che cercava di approfittare della situazione per arricchirsi.
 



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COMMENTI
14/02/2011 - Il prof. Keating un "modello"?! (Anna Di Gennaro)

Premetto di non aver mai visto una puntata di FUORICLASSE e non dovrei quindi intervenire. Tuttavia esamino l'articolo e non concordo sulla velata "nostalgia" del professore, protagonista dell'Attimo fuggente. Film oltremodo discutibile, a cominciare dalla comunicazione preliminare ai suoi studenti di fronte alle foto ingiallite degli alunni virtuosi, che avevano studiato anni addietro nella prestigiosa scuola. Egli sussurra loro: "carpe diem". "Siete cibo per i vermi": cogliete l'attimo dunque! Questa sollecitazione esalta il docente narcisista, ma crea disorientamento in uno in particolare. Insegnare è lasciare segni, molto spesso positivi: peccato che a volte conducano alla disperazione! Il tragico epilogo credo sia noto ai più...

RISPOSTA:

Sono sostanzialmente d'accordo con te. Io, infatti, non ho detto che il professor Keating era un modello in tutto e per tutto. Ho solo detto che "il professor Keating, in quel film, affascina i suoi alunni per la passione e l’impegno per quello che fa, perché confida loro i suoi sogni di quando era un liceale anche lui, perché li sorprende con metodi didattici nuovi". In altri termini, il paragone fra quel film e questo sceneggiato fa emergere una mancanza di profondità nel rapporto. Cioè, in quel film, si arriva, comunque, al fondo della umanità delle persone, mentre in questo sceneggiato ci si ferma, per la maggior parte, ad un intreccio di rapporti amorosi. LG