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FUORICLASSE/ Ti aspetti la scuola, trovi solo giochi di coppie. Prof. Keating, dove sei?

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Luciana Littizzetto in una scena di Fuoriclasse, su Raiuno (Ansa)  Luciana Littizzetto in una scena di Fuoriclasse, su Raiuno (Ansa)

Ecco, questi sono i momenti, rari a dir la verità, che ripagano di una visione per la maggior parte del tempo non significativa, o, a voler essere generosi, di pura evasione.

Mi ha fatto davvero arrabbiare, però, l’uso interessato ed arbitrario, e un po’ macchiettistico, dello strumento della valutazione che fa la professoressa Zara. Certo, noi insegnanti non siamo perfetti, ma devo dire che, per fortuna, ce ne sono davvero pochi così. Il rischio è che nell’opinione pubblica si generi la convinzione che i professori danno 4 oppure 8 a seconda dell’umore, come capita alla professoressa Zara, che, in questa puntata, cambia parere su Michele, il figlio di Isa Passamaglia, a seconda del rapporto che ha con lei, e riconosce i miglioramenti di Michele, solo dopo che scopre che la Ministra conosce da tempo la Passamaglia.

Infine, dicevo che gli alunni e gli insegnanti non fanno altro che innamorarsi gli uni degli altri, soffiandosi il partner a vicenda, nello stile della più trita e ritrita telenovela. Non scomodiamo infatti l’esempio illustre del castello di Atlante di ariostesca memoria, per il semplice fatto che, se è vero che quasi tutti i protagonisti sono innamorati di qualcuno, che invece è innamorato di un altro, è anche vero che non si può pensare che tutto si consumi nel giro di una gita scolastica di pochissimi giorni. In effetti questo è un momento in cui aumenta la confidenza, ma qui diventa quasi solo il pretesto per scambiarsi di camera (e di coppia) tra ragazzi e ragazze, tra professori e professoresse.

E per fortuna che questa volta non c’era il pedofilo Gunardo che ci provava con una delle sue alunne, come nella puntata precedente. Insomma, spiace che questa fiction, che era davvero una buona occasione per inquadrare e mettere in luce il rapporto educativo, sia davvero, generalmente parlando, a parte alcuni momenti apprezzabili, poca cosa.
 



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COMMENTI
14/02/2011 - Il prof. Keating un "modello"?! (Anna Di Gennaro)

Premetto di non aver mai visto una puntata di FUORICLASSE e non dovrei quindi intervenire. Tuttavia esamino l'articolo e non concordo sulla velata "nostalgia" del professore, protagonista dell'Attimo fuggente. Film oltremodo discutibile, a cominciare dalla comunicazione preliminare ai suoi studenti di fronte alle foto ingiallite degli alunni virtuosi, che avevano studiato anni addietro nella prestigiosa scuola. Egli sussurra loro: "carpe diem". "Siete cibo per i vermi": cogliete l'attimo dunque! Questa sollecitazione esalta il docente narcisista, ma crea disorientamento in uno in particolare. Insegnare è lasciare segni, molto spesso positivi: peccato che a volte conducano alla disperazione! Il tragico epilogo credo sia noto ai più...

RISPOSTA:

Sono sostanzialmente d'accordo con te. Io, infatti, non ho detto che il professor Keating era un modello in tutto e per tutto. Ho solo detto che "il professor Keating, in quel film, affascina i suoi alunni per la passione e l’impegno per quello che fa, perché confida loro i suoi sogni di quando era un liceale anche lui, perché li sorprende con metodi didattici nuovi". In altri termini, il paragone fra quel film e questo sceneggiato fa emergere una mancanza di profondità nel rapporto. Cioè, in quel film, si arriva, comunque, al fondo della umanità delle persone, mentre in questo sceneggiato ci si ferma, per la maggior parte, ad un intreccio di rapporti amorosi. LG