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SCUOLA/ Festa o non festa, il "dibattito" sul 17 marzo è una Babele di perdenti

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Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)  Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)

Poteva la scuola rimanere fuori da questa bagarre? Evidentemente no. Tutto ciò che accade nella società finisce inesorabilmente sui banchi di scuola. Ed ecco quindi il tormentone della vacanza negata. Il 17 marzo che si fa? Il ministro suggerisce che tutti siano al lavoro, i presidi protestano, i docenti si dividono in opposte fazioni, la stampa getta benzina sul fuoco. Una sorta di melodramma nazionale nel quale però non entra mai in scena il personaggio principale:  il 150° dell’Unità nazionale. E al coro che insiste sul ritornello: il 17 marzo che si fa? Rispondo: non era il caso di pensarci prima?

Lo dico per le scuole, innanzitutto. Quante hanno messo in cantiere, nel POF dell’anno scolastico corrente, una serie di attività di ricerca e di approfondimento del tema? Quanti docenti ne hanno fatto un punto di forza del loro piano di studi annuale? Quanti Consigli di Istituto hanno assunto iniziative, quali, ad esempio, di orientare tutti i viaggi di istruzione di quest’anno verso mete legate ai fatti salienti della nostra storia patria? Potrei allungarmi in domande retoriche, ma resta il fatto che sotto questo punto di vista non si può dar torto al  ministro quando sostiene che si può “dedicare questa giornata alla riflessione sui valori dell`Unità d’Italia”. Certo che si può. Aggiungo che si poteva dedicare almeno una parte dell’anno scolastico a tale riflessione.

Ma forse, anzi senza forse, doveva pensarci prima anche il governo, anche il ministro. Se ne sono accorti che manca solo un mese? Quando mai decisioni come quella di istituire una festività-vacanza nazionale si prendono alla vigilia dell’evento? Si poteva mettere per tempo nel calendario scolastico annuale. Si poteva fare di più, molto di più, non c’è dubbio alcuno. Il tema è stato trattato con molte, troppe riserve mentali, politiche e pseudostoriche. E allora, il 17 marzo che si fa?

Credo che a questo punto saggezza e prudenza impongano di non esacerbare oltre gli animi di un mondo scolastico che quest’anno ha già sofferto molte, troppe traversie, non ancora metabolizzate. Non generiamo ulteriori divisioni. Ricordi il ministro che c’è l’autonomia organizzativa delle scuole. Le lasci decidere in pace, con i propri organi collegiali che sono ancora luoghi di partecipazione democratica. Sarà festa a macchie di leopardo lungo lo Stivale? Pazienza. Vorrà dire che forse ha ragione lo spot della Rai?, “se gli italiani fossero quelli di 150 anni fa, probabilmente comunicherebbero ancora così”: “Sun chì e devi dumandà: ‘vöeret ti ciapà sù chi lù?’ e ‘vöeret ti ciapà sù chi lé?’”. La risposta è no. Quella degli sposi esterrefatti intendo.
 



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COMMENTI
17/02/2011 - Se il dibattito è solo per un giorno... (Franco Labella)

Vorrei aggiungere alle sagge e come sempre condivisibili riflessioni di Comensoli solo un accenno ad un tema che mi è caro come potete verificare anche su Repubblica di oggi. La discussione sul valore da attribuire al 17 marzo può prescindere dalla conoscenza della storia costituzionale italiana? C'è stata una ricerca di qualche mese di Proteo Fare Sapere e prima ancora un lavoro di alcuni consiglieri regionali piemontesi sul livello di conoscenza della Costituzione e dei suoi valori e contenuti da parte degli studenti italiani. Se ne è parlato poco forse perchè non è funzionale a certe recenti scelte (l'abolizione dello studio del Diritto) del Ministro Gelmini. Il Ministro, nel suo intervento sul tema, ha perfino trovato modo di parlare di "valorizzazione" di quello non c'è. La famosa "Cittadinanza e Costituzione" mai assurta a dignità di disciplina autonoma con valutazione autonoma. Oggi perfino uno dei padri nobili di questa disciplina inesistente ma strombazzata come esistente persino in Convegni internazionali ne parla come di un "bluff". Allora la mia proposta: perchè il 17 marzo il Ministro Gelmini non presenta un ddl che istituisce la disciplina "Cittadinanza e Costituzione"? Quando si festeggia ci sono anche i regali. Se il Ministro crede veramente all'importanza della ricorrenza per gli studenti italiani, ha modo di dimostrare l'effettività delle sue convinzioni. Così ci convincerà che la difesa televisiva del cotè "bunga bunga" non è il meglio che può dare di sè.