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SCUOLA/ Pisa 2009, l’Invalsi: studenti più bravi? Colpa dei genitori…

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È una domanda alla quale è difficile rispondere in poche righe. Una possibile riflessione senza dubbio riguarda il problema della differenza di genere in lettura a favore delle ragazze; questo risultato potrebbe essere un punto di partenza per attività finalizzate a potenziare le competenze in lettura dei ragazzi, per stimolarli a leggere di più e in maniera più varia. Un altro risultato emerso riguarda la difficoltà relativa dei nostri studenti ad affrontare prove basate su stimoli che nel framework Pisa sono chiamati “testi non continui”, ovvero testi caratterizzati dalla presenza di grafici, tabelle, moduli, schemi; questo probabilmente è dovuto alla tradizionale scarsa attenzione a questo tipo di compiti nei curricoli nazionali e nelle attività scolastiche, che privilegiano  i classici testi letterari. Nella vita quotidiana, tuttavia, questo tipo di competenza è fondamentale e meriterebbe maggiore attenzione, senza nulla togliere ovviamente all’importanza della lettura di testi “continui”.

Dopo Pisa 2006 l'Italia ha finanziato anche nel 2009 la somministrazione di un questionario ai genitori degli studenti campionati. C'è qualcosa di interessante che emerge dai suoi risultati?

I dati del questionario genitori saranno successivamente approfonditi. Per il momento vale la pena evidenziare il fatto che gli studenti i cui genitori hanno svolto regolarmente insieme a loro attività legate alla lettura, sia quando erano piccoli, sia all’età di 15 anni, ottengono risultati migliori rispetto agli altri, anche a parità di status socio-economico. Per gli studenti italiani, in generale, avere genitori che parlavano con loro quando erano piccoli di ciò che avevano fatto, raccontavano loro storie, leggevano libri insieme a loro e che ora discutono con loro di politica, cenano insieme a tavola e discutono con loro di come va la scuola, significa avere maggiori opportunità di riuscire bene in compiti di lettura.
 



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