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SCUOLA/ Quel filo di Arianna per uscire dal labirinto delle graduatorie

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

“Tutte le code vengono al pettine”. “Il pettine spettina le code”. “Per mettere ordine alle code ci vuole il pettine”. “Ci vuole il pettine per sistemare le code”. Le battute dopo la sentenza della Consulta (n. 41/2011) si sono sprecate, per far capire che d’ora in poi - nelle graduatorie dei docenti precari - ognuno ha diritto di entrare con il proprio punteggio, inserendosi - appunto - a pettine, anziché essere collocato in fondo alla graduatoria, in coda.
Ma, quasi contemporaneamente alla pubblicazione della sentenza della Corte Costituzionale (7 febbraio 2011), che non lascia dubbi sulla legittimità degli inserimenti in base al punteggio posseduto, è uscita un’altra sentenza (n. 3032 dell’8 febbraio 2011), emessa dalla Corte di Cassazione che ha affermato che i ricorsi contro le graduatorie non devono essere presentati al Tar bensì al Tribunale civile. Significa che la sentenza della Consulta, su ricorso del Tar Lazio, non è valida e che la procedura da seguire per chiarire il bisticcio coda-pettine avrebbe dovuto essere un’altra?
Le cose stanno un po’ diversamente, ma hanno bisogno forse di qualche chiarimento, ripercorrendo le fasi principali di questa lunga storia, che rischia di diventare infinita con l’ipotizzato blocco per un altro anno.

Prologo - La finanziaria 2007 dà vita alle graduatorie ad esaurimento - Nella prima finanziaria Prodi si decide di trasformare le graduatorie permanenti dei docenti in graduatorie provinciali ad esaurimento, prevedendo un piano pluriennale di immissione in ruolo dei docenti precari (150 mila in tre anni).

Capitolo 1 - Nasce il decreto delle code - Aprile 2009. Viene emanato un decreto ministeriale che, probabilmente su richiesta sindacale, dà facoltà ai docenti già iscritti nella graduatoria ad esaurimento della propria provincia di chiedere l’ulteriore iscrizione in graduatorie di altre tre province. Ad evitare terremoti nelle graduatorie esistenti, il ministero scrive (probabilmente sotto dettatura sindacale) che l’iscrizione ad altre graduatorie comporta l’inserimento in coda, dopo i vecchi iscritti della provincia richiesta. È comprensibile che il sindacato e il ministero intendano rispettare i diritti acquisiti dei docenti già iscritti a fronte di quelli che emigrano da fuori provincia.
 



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COMMENTI
04/04/2011 - I diritti dei lavoratori (luisella martin)

Sono in pensione da qualche anno, ma a Roma, in qualche bugigattolo polveroso, giace il ricorso al TAR della collega Amendola contro il fatto che il Provveditorato l'aveva trasferita a Velletri dando ragione a me circa la posizione reciproca nella graduatoria interna d'istituto. Il TAR concesse la sospensiva! Mi costò un milione l'avvocato che avrebbe dovuto difendere i miei interessi, dato che, da quel giorno, venivo mandata ogni anno qua e là nelle scuole dei castelli romani a fare la tappabuchi(io nominata di ruolo in quanto fra i vincitori del concorso a cattedra, non ope legis). Alla fine gettai la spugna e decisi di andare io ad insegnare a Velletri, liberando la scuola di Ciampino da me, mio figlio e mio marito che era allora presidente del consiglio d'istituto. Veniamo ad oggi. I nostri parlamentari (che sono quelli che fanno le leggi) pensano ai clandestini, ad accoglierli, ospitarli (scusandosi se il cibo non è buono o il letto è duro), nutrirli, dare loro un lavoro. Ai lavoratori precari della scuola non ci pensano, perché, dicono, non c'è lavoro intellettuale, ma solo manuale. Anche io, come una persona di Lampedusa, mi chiedo se i nostri politici, le nostre "Istituzioni" hanno deciso di disfarsi di intere isole e intere comunità di italiani ritenuti non all'altezza...

 
18/02/2011 - Le "assoluzioni" sospette (Franco Labella)

Trovo assai singolare che si scriva un articolo di ricostruzione citando, a volte, il nome di organizzazioni sindacali precise (Anief, Gilda, ecc) ma aprendo l'articolo con una serie di illazioni come queste: "Viene emanato un decreto ministeriale che, probabilmente su richiesta sindacale, dà facoltà ai docenti già iscritti nella graduatoria..." "Ad evitare terremoti nelle graduatorie esistenti, il ministero scrive (probabilmente sotto dettatura sindacale) che l’iscrizione ad altre graduatorie comporta..." Perchè trovo singolare questo modo di scrivere? Perchè mi è capitato di leggere un recente intervento di Francesco Scrima, Segretario Generale Cisl Scuola, nel quale si è tentata una improbabile difesa d'ufficio del giovane Ministro Gelmini, a cui si deve la firma del decreto, con l'argomentazione che già Fioroni e persino Berlinguer fossero convinti "codisti". E' tipico di questi ultimi tempi la melassa del non individuare le responsabilità politiche di chi ci governa attualmente. E' sempre colpa di quelli di prima.... ma insomma smettiamola una buona volta. Chi governa ha la responsabilità del bene e del male. E se il "male" consiste in una gestione per lo meno avventata e persino irrispettosa dei principi (il merito o maggior punteggio) che pure si diffondono a gran voce, allora finiamola con "quelli di prima".