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SCUOLA/ Quel filo di Arianna per uscire dal labirinto delle graduatorie

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Capitolo 5 - Arrivano le sentenze - Febbraio 2011. Atto I. Arriva il 7 febbraio 2011 la sentenza della Consulta, che valuta il merito dei criteri per la determinazione delle graduatorie e dichiara l’illegittimità degli accodamenti, in quanto la legge salva-precari non poteva fornire un’interpretazione autentica di una precedente norma (finanziaria 2007), dandovi anche effetto retroattivo. La sentenza n. 41/2011 si limita a valutare il merito della questione e non discute sull’eventuale competenza del giudice che ha sollevato la questione.
Atto II. Arriva il giorno dopo, l’8 febbraio 2011, la sentenza 3032 della Corte di cassazione che, confermando un precedente orientamento, attribuisce al Tribunale ordinario (giudice del lavoro), anziché a quello amministrativo (Tar) la competenza a trattare eventuali ricorsi contro le graduatorie dei docenti.
Qualche docente, dunque, vuole ricorrere contro l’accodamento di graduatoria? Ricorra al giudice del lavoro, anziché al Tar. Tutto questo significa che la sentenza della Consulta sulla legittimità del pettine sia da rigettare o non possa essere applicata, perché conseguente ad una pronuncia del Tar, anziché ad un intervento del giudice del lavoro? Niente affatto, perché la Consulta ha valutato il merito del problema (coda o pettine), non la competenza del giudice che doveva agire (amministrativo o civile). La sentenza della Corte costituzionale dovrà essere applicata nei confronti dei ricorrenti; il Tar che li ha difesi darà esecuzione alla pronuncia, chiedendo all’Amministrazione scolastica di provvedere a darvi attuazione.
Dopo la sentenza della Corte di cassazione i docenti precari che vorranno avvalersi della sentenza della Consulta per invocare anche per sé l’inserimento a pettine, dovranno rivolgersi, dunque, al tribunale ordinario, anziché a quello, molto più costoso, del Tar.

Epilogo - Come si sistema tutto? - Primavera 2011. Quando arriverà l’ordinanza di esecuzione della sentenza, il ministero dell’Istruzione dovrà procedere a sanare l’intricata vicenda. Sembra che, prima di emanare un nuovo provvedimento di attuazione voglia procedere con i piedi di piombo per evitare nuovi ricorsi. Probabilmente chiederà (o ha già chiesto) pareri all’Avvocatura dello Stato e, soprattutto, al Consiglio di Stato. Con tutta probabilità l’anno scolastico sarà salvato e non vi saranno cambiamenti di nomina in corso d’anno. Ai 10mila (forse 12-15mila) vincitori del ricorso dovrà essere assicurata la nomina giuridica, se non hanno altri rapporti di lavoro in corso. Questo varrà anche per nomine dello scorso anno.                                      



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COMMENTI
04/04/2011 - I diritti dei lavoratori (luisella martin)

Sono in pensione da qualche anno, ma a Roma, in qualche bugigattolo polveroso, giace il ricorso al TAR della collega Amendola contro il fatto che il Provveditorato l'aveva trasferita a Velletri dando ragione a me circa la posizione reciproca nella graduatoria interna d'istituto. Il TAR concesse la sospensiva! Mi costò un milione l'avvocato che avrebbe dovuto difendere i miei interessi, dato che, da quel giorno, venivo mandata ogni anno qua e là nelle scuole dei castelli romani a fare la tappabuchi(io nominata di ruolo in quanto fra i vincitori del concorso a cattedra, non ope legis). Alla fine gettai la spugna e decisi di andare io ad insegnare a Velletri, liberando la scuola di Ciampino da me, mio figlio e mio marito che era allora presidente del consiglio d'istituto. Veniamo ad oggi. I nostri parlamentari (che sono quelli che fanno le leggi) pensano ai clandestini, ad accoglierli, ospitarli (scusandosi se il cibo non è buono o il letto è duro), nutrirli, dare loro un lavoro. Ai lavoratori precari della scuola non ci pensano, perché, dicono, non c'è lavoro intellettuale, ma solo manuale. Anche io, come una persona di Lampedusa, mi chiedo se i nostri politici, le nostre "Istituzioni" hanno deciso di disfarsi di intere isole e intere comunità di italiani ritenuti non all'altezza...

 
18/02/2011 - Le "assoluzioni" sospette (Franco Labella)

Trovo assai singolare che si scriva un articolo di ricostruzione citando, a volte, il nome di organizzazioni sindacali precise (Anief, Gilda, ecc) ma aprendo l'articolo con una serie di illazioni come queste: "Viene emanato un decreto ministeriale che, probabilmente su richiesta sindacale, dà facoltà ai docenti già iscritti nella graduatoria..." "Ad evitare terremoti nelle graduatorie esistenti, il ministero scrive (probabilmente sotto dettatura sindacale) che l’iscrizione ad altre graduatorie comporta..." Perchè trovo singolare questo modo di scrivere? Perchè mi è capitato di leggere un recente intervento di Francesco Scrima, Segretario Generale Cisl Scuola, nel quale si è tentata una improbabile difesa d'ufficio del giovane Ministro Gelmini, a cui si deve la firma del decreto, con l'argomentazione che già Fioroni e persino Berlinguer fossero convinti "codisti". E' tipico di questi ultimi tempi la melassa del non individuare le responsabilità politiche di chi ci governa attualmente. E' sempre colpa di quelli di prima.... ma insomma smettiamola una buona volta. Chi governa ha la responsabilità del bene e del male. E se il "male" consiste in una gestione per lo meno avventata e persino irrispettosa dei principi (il merito o maggior punteggio) che pure si diffondono a gran voce, allora finiamola con "quelli di prima".