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SCUOLA/ Quel filo di Arianna per uscire dal labirinto delle graduatorie

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Un discorso diverso è invece quello che riguarda l’aspetto economico. Se la nomina non è stata coperta da un rapporto di lavoro, il docente avrà diritto all’integrazione stipendiale o all’intera retribuzione non corrisposta. Ma dovrà difendere il suo diritto in sede civile con un altro ricorso...
Per procedere a questa eventuale revisione delle nomine, dovranno prima di tutto essere integrate le attuali graduatorie con le code sulla base degli inserimenti a pettine degli aventi diritto (vincitori del ricorso) e poi, sulla base delle nuove graduatorie, verificare l’eventuale diritto alle nomine in ruolo o in supplenza annua.

Se poi arriveranno altri ricorsi accolti dai Tribunali, tutto rischierà di diventare una “macelleria amministrativa” per gli uffici scolastici territoriali (ex-provveditorati agli studi), mentre gli uffici legali e le organizzazioni sindacali avranno clienti e pane per i loro denti...

Fuori sacco - La proroga di validità delle graduatorie - In questo intrico è tutto ancora da decifrare l’effetto della proroga di validità delle graduatorie per un anno (deciso con il milleproroghe) che il Pd ha ritenuta illogica, contraddittoria e incostituzionale, anche se all’interno del testo viene fatta salva la sentenza della Consulta...
Questa però, in attesa di chiarimenti, è un’altra storia. Infinita.
        



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COMMENTI
04/04/2011 - I diritti dei lavoratori (luisella martin)

Sono in pensione da qualche anno, ma a Roma, in qualche bugigattolo polveroso, giace il ricorso al TAR della collega Amendola contro il fatto che il Provveditorato l'aveva trasferita a Velletri dando ragione a me circa la posizione reciproca nella graduatoria interna d'istituto. Il TAR concesse la sospensiva! Mi costò un milione l'avvocato che avrebbe dovuto difendere i miei interessi, dato che, da quel giorno, venivo mandata ogni anno qua e là nelle scuole dei castelli romani a fare la tappabuchi(io nominata di ruolo in quanto fra i vincitori del concorso a cattedra, non ope legis). Alla fine gettai la spugna e decisi di andare io ad insegnare a Velletri, liberando la scuola di Ciampino da me, mio figlio e mio marito che era allora presidente del consiglio d'istituto. Veniamo ad oggi. I nostri parlamentari (che sono quelli che fanno le leggi) pensano ai clandestini, ad accoglierli, ospitarli (scusandosi se il cibo non è buono o il letto è duro), nutrirli, dare loro un lavoro. Ai lavoratori precari della scuola non ci pensano, perché, dicono, non c'è lavoro intellettuale, ma solo manuale. Anche io, come una persona di Lampedusa, mi chiedo se i nostri politici, le nostre "Istituzioni" hanno deciso di disfarsi di intere isole e intere comunità di italiani ritenuti non all'altezza...

 
18/02/2011 - Le "assoluzioni" sospette (Franco Labella)

Trovo assai singolare che si scriva un articolo di ricostruzione citando, a volte, il nome di organizzazioni sindacali precise (Anief, Gilda, ecc) ma aprendo l'articolo con una serie di illazioni come queste: "Viene emanato un decreto ministeriale che, probabilmente su richiesta sindacale, dà facoltà ai docenti già iscritti nella graduatoria..." "Ad evitare terremoti nelle graduatorie esistenti, il ministero scrive (probabilmente sotto dettatura sindacale) che l’iscrizione ad altre graduatorie comporta..." Perchè trovo singolare questo modo di scrivere? Perchè mi è capitato di leggere un recente intervento di Francesco Scrima, Segretario Generale Cisl Scuola, nel quale si è tentata una improbabile difesa d'ufficio del giovane Ministro Gelmini, a cui si deve la firma del decreto, con l'argomentazione che già Fioroni e persino Berlinguer fossero convinti "codisti". E' tipico di questi ultimi tempi la melassa del non individuare le responsabilità politiche di chi ci governa attualmente. E' sempre colpa di quelli di prima.... ma insomma smettiamola una buona volta. Chi governa ha la responsabilità del bene e del male. E se il "male" consiste in una gestione per lo meno avventata e persino irrispettosa dei principi (il merito o maggior punteggio) che pure si diffondono a gran voce, allora finiamola con "quelli di prima".