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SCUOLA/ Perché genitori e prof hanno paura che un giovane dica "io"?

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Si conosce solo per avvenimento (A. Finkielkraut)  Si conosce solo per avvenimento (A. Finkielkraut)

Ma per dare credito alla ragione e alla libertà dell’altro, quanta pazienza occorre! Occorre quella pazienza di chi non si dimentica di come ha fatto lui a capire quello che sa, di chi ha più volte ripercorso la storia della propria disciplina, ma poi - più profondamente - di chi ha un sentimento di consanguineità verso i suoi allievi; abbiamo lo stesso sangue blu, partecipiamo dello stesso essere, noi e le persone che abbiamo di fronte e questa consapevolezza può palesarsi in noi come instancabile ricerca e instancabile adesione alla loro categorialità.

«L’insegnamento, da qualsiasi punto di vista lo si prenda, è sempre un paragone tra noi e l’infinito [l’essere di cui stiamo parlando]: paragone con l’infinito in quanto costitutivo del nostro io; paragone con l’infinito in quanto costitutivo dell’emergenza effimera e contingente del fenomeno che è segno; paragone con l’infinito nella presenza della libertà dell’altro» (don Giussani).
Questo è semplicemente impossibile all’uomo solitario, a chi non si concepisce all’origine in rapporto.

Termino con un augurio a voi e a me. Il momento più bello dell’insegnamento accade quando ciò che già so mi è ridonato da uno presente; non come definizioni memorizzate, ma come qualcosa che vive, come una vita in atto. È il momento in cui si fa esperienza di un aspetto del coincidere con se stessi (libertà): solo così si “rischia” di cambiare. E per questo quello dell’insegnante è il mestiere più bello del mondo.


(Carlo Wolfsgruber)



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COMMENTI
20/02/2011 - grazie (cinzia billa)

Lo so che è una parola misera, eppure mi viene da dire grazie. Questo articolo ha suscitato una gratitudine in me... perché mi restituisce la mia vocazione per quella cosa grande che è e apre uno squarcio nuovo sui miei confusi, sedati disagi quotidiani che sono materia preziosa per il lavoro della mia vita e che innanzitutto mi dicono: da sola non puoi nulla. Grazie ancora.