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MATURITA’ 2011/ La versione di latino? Per tradurre bene occorre saper "vedere"…

Prosegue l'appuntamento con i consigli del sussidiario per prepararsi all'esame di maturità 2011: la prof. CECILIA BELLUCCI dà validi suggerimenti per affrontare la versione di latino

Un vocabolario di latino Un vocabolario di latino

Forse non pochi avranno accolto la notizia che “è uscito Latino scritto” con un sospiro di sollievo: la temuta versione di Greco è stata evitata! Ma immediatamente dopo l’attenzione si focalizza sulla preparazione. Mancano quasi cinque mesi: c’è tempo, ma come “allenarsi”? Non sarà inutile partire cercando di mettere a fuoco le caratteristiche della prova d’esame. Innanzitutto un po’ di... storia.

Ripercorriamo titoli e autori dei testi assegnati dal 2000 ad oggi: 2000: “La formazione dell’architetto” dal De Architectura di Vitruvio [206 parole]; 2002: “Non c’è amicizia senza lealtà” dal De amicitia di Cicerone, [189 parole]; 2003: “Multa sunt quae esse concedimus, qualia sint ignoramus”, dalle Naturales quaestiones di Seneca [184 parole]; 2005: “Caso e necessità”, dagli Annales di Tacito [146 parole]; 2007: “Io ho quel che ho donato” dal De beneficiis di Seneca [185 parole]; 2009: “Clemenza e severità” dal De officiis di Cicerone [183 parole]. Dunque Cicerone, Seneca, Tacito, autori ben noti agli studenti, con la sola presenza a sorpresa (e anche discutibile) di Vitruvio.

I temi sono prevalentemente di carattere filosofico, anche nel caso del passo di Tacito che pure è tratto da un’opera storiografica o di quello dalle Naturales quaestiones di Seneca, un’opera di storia naturale. Di carattere politico è il testo di Cicerone del 2009. La lunghezza del brano (dato di per sé non molto rilevante ai fini della soluzione della prova: lo sanno bene, per provata esperienza, gli studenti) si orienta intorno alle 180 parole, per lo più corrispondenti uno o due paragrafi dell’opera.

Dunque ci possiamo aspettare (Vitruvio permettendo...) un testo in prosa (mai è stato assegnato un testo poetico), di argomento filosofico o politico, di uno dei grandi autori collocabili tra I a.C e II d.C. Un suggerimento preliminare che se ne può ricavare è quello di curare lo studio della storia letteraria anche in funzione della traduzione: conoscere l’autore, le sue opere, il suo pensiero, il contesto storico a cui appartiene e i generi letterari praticati fornirà al traduttore informazioni preziose per orientarsi nella comprensione del passo.