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MATURITA’ 2011/ La versione di latino? Per tradurre bene occorre saper "vedere"…

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Un vocabolario di latino  Un vocabolario di latino

Ma il lavoro di “allenamento” consiste nella pratica della traduzione, il cui esercizio è già familiare (qualcuno dirà “aihmè!”) allo studente. Non sarà inutile comunque tornare a ripercorrere il metodo perché, ogni buono sportivo lo sa, non si ottengono risultati col semplice darsi da fare. Innanzitutto per tradurre bisogna vedere quello che si ha davanti.

 

L’indicazione è meno ovvia di quanto sembri. Seguire la lettura dell’insegnante (magari annotando le pause e le legature) e poi rileggere personalmente il testo, con calma, sono le prime operazioni per vedere. Leggendo, infatti, si possono cominciare a porre domande al testo: chi parla è l’autore o l’autore riferisce ciò che dicono altri? C’è un interlocutore, esplicitato o anonimo, oppure l’interlocutore è il lettore? Di che argomento si parla? Di problemi storici, filosofici, politici o che altro? Sono citati luoghi, personaggi, avvenimenti? Insomma si esplora il testo cercando risposta alle domande: who? what? e magari where? when? why?

 

Ma leggendo si cominciano a individuare anche le unità sintattiche, i “periodi”, di cui sarà bene annotare inizio e fine. Conclusa la lettura, il testo sarà pieno di segni: le pause e le legature del “ritmo”, i nomi propri o geografici in evidenza, la divisione in periodi. A questo punto occorre una pausa di riflessione che permetta di osservare il testo nel suo insieme: bisogna cominciare l’analisi, ma non è possibile analisi senza sintesi.

 

È passato almeno un quarto d’ora: il vocabolario è ancora chiuso e lo sarà ancora per qualche minuto! Ora è tempo di procedere con l’esame della sintassi, ma ancora il metodo è partire dalla sintesi: l’unità di lavoro è il periodo, che deve essere tenuto d’occhio nel suo complesso. Si procede periodo per periodo, individuando le frasi nelle loro relazioni con la principale e poi di ogni frase i complementi nelle loro relazioni con il verbo, procedendo così dal grande (il periodo) al piccolo (la frase). Dall’analisi scaturisce un’ipotesi di ricostruzione della sintassi che dovrà essere messa alla prova procedendo nella traduzione.



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