BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ I Colloqui Fiorentini: se la conoscenza è un incontro, cambia tutto

Pubblicazione:

A Firenze si respira un'aria nuova? (Imagoeconomica)  A Firenze si respira un'aria nuova? (Imagoeconomica)

“Una conoscenza che cambia”, perché mobilita tutto l’io, grazie ad un incontro, è un avvenimento - come ci ha scritto al termine de I Colloqui Fiorentini, una ragazza calabrese, anche a nome della sua compagna  Genny: “Nostalgia. Sento nostalgia di questi giorni trascorsi. E quando sono nostalgica leggo e rileggo, furiosamente, quasi volessi ingozzarmene, questa poesia (il vento che nasce e muore/ nell'ora che lenta s'annera/ suonasse te pure stasera scordato strumento,/ cuore. (Eugenio Montale, Ossi di seppia; Movimenti). I giorni trascorsi sono stati intensi e difficili da dimenticare. Entrambe - io e Genny - ne riparliamo come fossero stati  i giorni della rivelazione divina: è impossibile ignorare come ci abbiano cambiate.

 

b) esalta l’io da una parte e fa incontrare il suo oggetto dall’altra, cioè la realtà. Queste le parole di una studentessa abruzzese dopo il convegno ScienAfirenze: “Partecipando a questa esperienza ho capito che, dopo aver appreso un fenomeno, niente è più come prima. Molte persone pensano che con la conoscenza diminuisca lo stupore, ma è esattamente il contrario: se si conosce perché il cielo al tramonto è rosso osservandolo, è commovente il fatto che tutto sia così perfetto e che sia comprensibile nella sua complessità. Questo è un aspetto che ha incentivato la mia curiosità per la natura e la mia voglia di capire sempre di più. In conclusione mi è piaciuto anche che la scuola (e con scuola intendo soprattutto gli insegnanti) sia diventata attiva, capace di fare nuove proposte senza necessariamente costringere gli alunni dietro un banco, aiutandoli a trovare cose alle quali interessarsi veramente, uscendo dalla passività di molti che nel pomeriggio studiano la lezione per il giorno successivo solo perché sentono il dovere o l’obbligo di farlo”.

 

3. Nei nostri Convegni, proponendo l’esperienza che facciamo nelle nostre classi, proponiamo dunque la “nostra scuola”, i cui tratti caratteristici sono:

- una concezione della cultura e della conoscenza come incontro e non come dominio, che provoca l’emergere dell’io e la sua apertura all’altro;

- attraverso l’affronto non di astrazioni, che ad esempio privilegiano le correnti letterarie o le teorie scientifiche, ma di un particolare della realtà: un autore incontrato attraverso i suoi testi, un fenomeno fisico (esperimento);

- un fenomeno o un autore, un fatto, da interrogare, secondo il metodo specifico e, almeno tentativamente, fino in fondo, col quale paragonarsi e confrontarsi per maturare quella familiarità amicale con la realtà tutta che è causa e insieme esito di una conoscenza vera: una conoscenza affettiva;

- l’incontro con un particolare della realtà proposto offrendo un’ipotesi di lavoro: i titoli dei nostri convegni esprimono questo, non la ricerca di un effetto pubblicitario. Essi propongono infatti il senso religioso come criterio di giudizio dell’insegnamento dei docenti e dello studio degli studenti.

- conoscere insieme: domandare e cercare insieme, il docente insieme ai suoi studenti e gli studenti fra di loro, che lavorano in gruppi di massimo cinque persone.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >