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SCUOLA/ Le iscrizioni premiano i licei "light" (e la disoccupazione)

Pubblicazione:mercoledì 23 febbraio 2011

Foto: Imagoeconomica Foto: Imagoeconomica

Le iscrizioni alla scuola superiore si sono appena chiuse. Niente slittamento per i ritardi negli Accordi Territoriali fra Miur e Regioni su come realizzare l’offerta di Istruzione e Formazione Professionale: gli istituti professionali sono stati autorizzati ad accogliere in via transitoria le iscrizioni. Da molte parti si pensa che le cose rimarranno in gran parte d’Italia sostanzialmente come prima: gli istituti professionali erogheranno le qualifiche regionali, con il permesso delle Regioni, senza cambiare granché. Le Regioni per parte loro, senza federalismo fiscale e susseguente applicazione del Titolo V, non fanno la fila per prendersi in mano quella patata bollente che è la scuola. Nel frattempo, a causa di questo immobilismo, continueranno ad uscire dalla formazione e dal lavoro le decine di migliaia di giovani su cui periodicamente vengono versate lacrime di coccodrillo.

 

In attesa dei dati nazionali delle iscrizioni, si può fare qualche considerazione su quelli lombardi, che sono già a disposizione. L’attivazione dell’Anagrafe Regionale degli Studenti ha infatti per la prima volta messo a disposizione i dati il giorno stesso della chiusura delle iscrizioni. Il 96% degli studenti ha utilizzato regolarmente le procedure di iscrizione, i ritardatari sono solo il 4%. Lo stato delle iscrizioni è a disposizione dell’Assessorato Regionale e dell’Ufficio Scolastico ed anche di ogni Istituto per quanto concerne i propri dati.

 

Balzo in avanti dei licei che, rispetto al 32% dello scorso anno, raggiungono il 43%. Anche depurato dal dato dell’opzione scienze applicate (5%)che lo scorso anno era conteggiata   nell’anagrafe lombarda nell’istruzione tecnica, resta un +5.

L’Istruzione Tecnica tiene mediocremente, attestandosi intorno al 29%. Lo scorso anno era intorno al 34% e quest’anno ha subito l’amputazione dell’opzione “scienze applicate” del liceo scientifico, scelta dal 5% degli studenti.

Forte riduzione dell’Istruzione Professionale, che si ferma all’11% rispetto al 21% dello scorso anno, a fronte di un aumento significativo della Istruzione e Formazione professionale (IeFP) regionale che arriva al 17% rispetto al 13% dello scorso anno. Al suo interno, i CFP regionali mantengono un ruolo importante, essendo stati scelti dal 14% degli studenti, rispetto al 13% dello scorso anno.


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COMMENTI
24/02/2011 - Ragionamenti complessi, domande rozze (Franco Labella)

Domande rozze, tagliate con l'accetta e pure politicamente scorrette, la mie. Se il buon giorno si vede dal mattino credo che l'analisi dettagliata dell'articolo possa suggerire di chiedere: ma allora le "magnifiche sorti e progressive" basate sul riordino gelminiano si allontanano? L'effetto "calamita" atteso sull'istruzione tecnica non sembra funzionare? E' troppo presto per ragionarne? E' solo una tendenza lombarda? E se i risultati dovessero essere quelli preconizzati dalla Pedrizzi è ancora riduttivo il giudizio di chi ha bollato il riordino come basato sulla pura logica ragionieristica dei tagli senza qualità? Firmato: uno dei "tagliati", docente di Discipline giuridiche ed economiche, quelle che nella società complessa di oggi non servono.

 
23/02/2011 - I licei light? (Gianni MEREGHETTI)

Constato che c'è un'affermazione dei licei light, e oltre che dall'articolo della prof.ssa Pedrizzi lo constato anche dalla situazione della mia scuola, che, avendo scelto per il liceo scientifico della riforma, ha perso due classi. Mi chiedo allora se questa leggerezza sia totalmente negativa o se sotto questa richiesta di leggerezza vi sia qualcosa di più, vi sia cioè l'esigenza di studenti e famiglie di poter fare percorsi diversificati. Lo scientifico puro interessa certo ad un buon numero di studenti, ma ve ne sono altri che preferirebbero uno scientifico con due lingue e perchè non rispondere a questa esigenza? C'era proprio bisogno di porre l'aut aut, o scientifico o linguistico? Mi sembra che vi sia una leggerezza positiva, una leggerezza che non significhi svuotamento della specificità, ma che significhi possibilità di un percorso scolastico che porti insieme la cultura umanistica e quella scientifica. Purtroppo la riforma ha eliminato questa leggerezza, andando contro la domanda che vi è dentro le famiglie. Un'occasione persa!