BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Cari letterati, ecco chi vincerà la sfida tra l’analisi e il "cuore"

Pubblicazione:

Cominciare troppo presto fa male?  Cominciare troppo presto fa male?

Nella scuola si privilegia l’educazione alla comprensione del significato, e ciò di per sé non è male, è solo un po’ limitante. Molta analisi testuale ha rischiato di uccidere l’avventura di un incontro. Leggere è paragonare il proprio io con la realtà, la realtà tutta. Si dimentica a volte che nella scuola non si legge solo narrativa. Si legge per godere delle parole che narrano e disegnano storie, personaggi, eventi, ma si legge anche per “conoscere” fenomeni, leggi della natura (si pensi ai testi scientifici).

 

In ogni caso la lettura va vista come un incontro. Nella narrativa si fa un incontro con esperienze, con caratteri umani, con delle vite. Nei testi di studio si incontra la realtà nelle sue manifestazioni fisiche e temporali. Nei saggi e testi argomentativi ci si paragona con teorie e pensiero. Ciò che ammazza il piacere (direi quasi il bisogno) della lettura è la sua riduzione ad abilità puramente scolastica, finalizzando l’atto del leggere ad un’utilità altra. Devo capire un testo per poterne fare il riassunto, per poter rispondere alle domande dell’apparato didattico, per poter sostenere un’interrogazione o una verifica. È vero, c’è anche questo scopo secondario e funzionale. Ma leggere deve avere valore per sé, come atto stesso del leggere. Perché ciò non si riduca a pura e incontrollata emozionalità o assunzione incondizionata di narrazione e conoscenze occorre educare la persona alla conoscenza di sé e all’assunzione di criteri e di pensiero. Qui sta il compito delicato e irrinunciabile della scuola, che può andare in parallelo con l’offerta di tecniche strumentali ed efficaci per la padronanza dell’abilità di lettura.

 

Senza  bamboleggiamenti o precocismi che blocchino o sconcertino i lettori. Un testo può suscitare curiosità, emozioni, attrattiva o repulsione a seconda dell’età che si abita, delle stagioni della vita, dei luoghi e delle persone che hanno proposto e/o consigliato il testo stesso. Credo che tutti abbiano fatto l’esperienza di rileggere a distanza di anni un romanzo, un racconto, e rigiudicarlo, a seconda della vita esperita, banale o suscitatore di riflessioni e di paragoni con sé. E ciò non dipende solo dalle caratteristiche linguistiche del testo, dai suoi contenuti, dalle difficoltà sintattiche e lessicali. Alcuni libri per bambini sono scritti a partire da un pensiero e da una sensibilità adulti.



< PAG. PREC.   PAG. SUCC. >