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SCUOLA/ Quando un prof è credibile?

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Dal film Les Choristes, di C. Barratier (2004)  Dal film Les Choristes, di C. Barratier (2004)

L’educazione è una azione presente, un impegno e una responsabilità dell’oggi, che affonda le sue radici nel passato (la tradizione o l’anteriorità di cui parlava Héritier), ma guarda al futuro, si proietta nel futuro, è una promessa che si realizza nel futuro. L’educazione è sempre una scommessa e un rischio: la scommessa che le premesse poste nel rapporto educativo possano maturare secondo uno sviluppo positivo; il rischio connesso al fatto che ciò si realizzerà in un tempo e per il concorrere di circostanze non interamente prevedibili o calcolabili, in primo luogo la libertà, la adesione libera di colui che viene educato.

Per questo il rapporto educativo, più di ogni altro rapporto umano, è basato sulla credibilità dell’educatore e sulla fiducia di chi è educato. È fondamentale che colui che viene educato, guardando a dei modelli personali convincenti, creda che un tale modello di umanità si realizzerà anche in lui, che ciò che apprende oggi gli sarà utile domani, che ciò che ora intuisce appena come valore e senso, domani lo convincerà secondo una adesione matura e consapevole.

 

Se esempio e reciprocità sono condizioni essenziali per educare, esse rinviano anche a un’altra questione. Chi educa l’educatore? Quali sono i luoghi, le relazioni, gli ambiti nei quali l’educatore può «migliorarsi» per dare credibilità alla sua sollecitudine educativa per l’altro? Quali sono i luoghi che lo aiutino a «protendersi in avanti» e a «crescere» come diceva Guardini?

Questo è un problema centrale perché oggi gli adulti sono spesso confusi circa i modelli da offrire ai più giovani. Oppure teorizzano il proprio disimpegno o impotenza con l’esigenza di lasciare i giovani liberi di fare le proprie esperienze senza troppe indicazioni o pressioni. Per questo la domanda che va posta al centro della sfida educativa è: quali sono i luoghi che gli adulti hanno a disposizione per compiere questo percorso educativo su di sé, per porsi le domande che contano?

Io li chiamerei dei luoghi di amicizia, di ascolto e di riconoscimento in cui educare se stessi, richiamare se stessi a «guardare più in là». Possono essere comunità, associazioni, luoghi di impegno sociale, civile o politico. Anche la Chiesa, come compagnia semper reformanda di uomini mossi dal desiderio dell’imitazione di Cristo, è uno di questi luoghi, per chi crede è «il» luogo, dove si impara a stare di fronte alla propria umanità e alle sue domande ed esigenze fondamentali. Dove desiderando di essere educati, si impara ad essere educatori.



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COMMENTI
25/02/2011 - caducità delle umane cose (Francesco Tasselli)

Signor Maranzana, da anni subiamo i suoi commenti, che risultano sempre più pomposi, involuti e in ultima analisi inutili. Ci faccia la carità di risparmiarci questo sadico stillicidio per il futuro. Grazie.

 
24/02/2011 - Accademia VS scuola italiana (enrico maranzana)

Lo scritto si fonda sul postulato dell’esistenza di “tre forme principali di apprendimento. 1. Si può CONOSCERE innanzitutto per esperienza diretta; 2. Si può anche CONOSCERE e apprendere (imparare) attraverso l’osservazione e l’imitazione del comportamento di un altro; 3. Si può infine CONOSCERE e apprendere (imparare) attraverso simboli”. Di conseguenza “quando si parla di educazione, si fa riferimento ad una relazione verticale tra chi educa e chi è educato. In termini macro-sociologici si parla di trasmissione di saperi”. Pertanto “la capacità di insegnare è quell’insieme di competenze didattiche e metodologiche che permettono di TRASMETTERE nel modo più efficace e coinvolgente questi contenuti disciplinari e culturali”. La scuola italiana, invece, ha una semantica differente: essa è finalizzata alla promozione dell'apprendimento che si realizza progettando itinerari volti al raggiungimento di elevati livelli culturali che presuppongono lo sviluppo di capacità e di competenze il cui sviluppo rappresenta il traguardo istituzionale. Esso è da perseguire utilizzando strumentalmente conoscenze e abilità. Il mandato affidato alle scuole corrisponde all'individuazione e alla strutturazione delle conoscenze in funzione della promozione e del potenziamento di capacità. Si tratta di una concezione funzionale ai “grandi temi e alle grandi domande” e alla stimolazione di “stupore e curiosità”.