BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

SCUOLA/ Contro la "follia" dei docenti ci vuole l’anno sabbatico

Pubblicazione:

Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)  Il ministro dell'Istruzione Mariastella Gelmini (Imagoeconomica)

Lettera aperta al ministro Mariastella Gelmini

Caro Ministro,

 

assieme al mio staff dello sportello di ascolto per insegnanti in difficoltà, aperto pochi mesi or sono dall’associazione Diesse Lombardia - ma che risponde a tutti coloro che scrivono o telefonano anche dal resto d’Italia, da Palermo a Napoli, nonché dalla capitale - la sollecito a rispondere urgentemente all’interrogazione parlamentare presentata dal senatore Valditara il 12 gennaio u.s. e riportata integralmente di seguito. La stessa era già stata presentata, invano, dall’on. Sbrollini l’11 dicembre 2009. L’ho consegnata educatamente - brevi manu - al suo giovane e intraprendente collaboratore, Max Bruschi, in data 17 gennaio presso l’istituto Cardano, durante un interessante convegno. La mia speranza è che a quest’ora gliel’abbia almeno mostrata.

 

Credo sia utile ripercorrere alcune tappe fondamentali. Già nel 2003 l’on. Valentina Aprea rispose, in modo ampio e dettagliato, ad un’analoga interpellanza presentata  dall’on. Mario Pepe. Tuttavia la risposta ci aveva lasciati sbalorditi poiché indicava nell’e learning, ripetuto più volte nel testo, la panacea dei mali che affliggevano la scuola, tra i quali i clamorosi dati comparativi derivanti dalle evidenze scientifiche. Affermazioni relative a grafici fin troppo eloquenti e allarmanti, ma evidentemente sottovalutati o non compresi appieno.

 

L’anno successivo era stata altresì pubblicata la nuova ricerca comparativa dall’autorevole rivista La Medicina del Lavoro n°5/2004: “Quale rischio di patologia psichiatrica per la categoria professionale degli insegnanti”.

In essa emergeva, incontrovertibile, un altro clamoroso aspetto: insegnanti maschi e docenti femmine ammalavano in eguale misura, nonostante i primi fossero divenuti la fetta più piccola dell’areogramma: in dati percentuali nemmeno il 20 per cento. Da tutto ciò deriva la scelta dell’incipit del dossier Scuola di follia, edito da Armando nel 2005 e presentato dal suo autorevole e anziano predecessore, l’ex ministro dell’Istruzione Tullio De Mauro nonché dal luminare della neuropsichiatria infantile Giovanni Bollea, recentemente scomparso. Entrambi i testi da incorniciare. Le consiglio vivamente di leggerli accuratamente prima di rispondere all’interrogazione.



  PAG. SUCC. >


COMMENTI
26/02/2011 - Burnout e comunicazione (Franco Labella)

Non vorrei deludere la collega Di Gennaro ma temo che aspetterà invano anche solo un cenno di riscontro. Per esperienza diretta e personale come Coordinatore nazionale dei docenti di Diritto e Economia posso garantirle che qualsiasi forma di comunicazione col giovane Ministro (dalle formali raccomandate inviate con la posta "tradizionali" alle lettere aperte e mail di contenuto vario) resta senza risposta. Prova ne sia che la recente proposta (fatta sul Sussidiario che annovera Bruschi fra i suoi collaboratori, ma non solo sul Sussidiario) di istituire il 17 marzo, in occasione del 150 dell'Unità, la disciplina che non c'è, Cittadinanza e Costituzione, non ha avuto non dico accoglimento ma manco il benchè minimo riscontro. Con l'augurio che la collega sia piu' fortunata non posso che chiudere con una considerazione: proprio la vicenda dei colleghi e colleghe bibliotecari ex art.113 anche raccolti nel CONBS dovrebbe essere la spia dell'assoluta impermeabilità ad occuparsi della funzionalità del sistema e meno che mai del benessere di chi ci lavora. In attesa di essere smentito.