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SCUOLA/ Berlusconi si "riprende" la Moratti e scarica i sindacati?

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Il Milleproroghe contiene una riforma del sistema di valutazione (Imagoeconomica)  Il Milleproroghe contiene una riforma del sistema di valutazione (Imagoeconomica)

In più e in peggio, era stata “vietata” una graduatoria tra le scuole. Ancora fino ad oggi il gruppo dirigente dell’Invalsi, ora in uscita, esclude la pubblicità dei risultati. Pertanto, i cattivi risultati dei test degli apprendimenti venivano recepiti dai dirigenti e debitamente occultati nei cassetti e affidati alla critica ignara dei topi. Alla fine, non era prevista nessuna misura né per premiare il personale migliore né, soprattutto, per correggere o per allontanare dalle scuole il personale irrecuperabile né per chiudere delle scuole dannose per i ragazzi.

 

A dieci anni di distanza, si procede finalmente ad integrare l’Invalsi con le sue preziose indagini e il suo personale scientifico con il resuscitato Indire (che Fioroni, forse perché medico, aveva ribattezzato Ansas semplicemente a fini chirurgico-politici: nome nuovo, gruppo dirigente nuovo!) e con l’istituzione di un Corpo di ispettori, dai compiti molto simili a quelli dell’Ofsted.

 

Mentre il Governo e il ministro procedevano finalmente con passo spedito sulla strada del miglioramento della scuola pubblica, nonostante le forti resistenze sindacali al progetto di sperimentazione, di cui questo giornale ha ampiamente parlato, il capo del Governo si è lanciato in un’esternazione contro la scuola statale - che con ostinazione degna di causa migliore continua a definire “pubblica”. Occorre, naturalmente, fare la tara sulle affermazioni estemporanee di Berlusconi: anche la categoria degli insegnanti come tale è “comunista” (come Tony Blair, Gerhard Schroeder e Giorgio Napolitano)? Davvero le scuole hanno tale potenza “educativa”? o non soffrono semmai, come moltissime famiglie del resto, di impotenza educativa?

 

Tuttavia, nella sostanza Berlusconi ha ragione: la scuola pubblica (statale e paritaria) fa una fatica crescente a rispondere alla domanda educativa delle famiglie e al bisogno di sapere critico dei ragazzi. Ma si deve notare che i due governi di centro-destra degli anni 2000, diretti da Silvio Berlusconi, hanno avuto una percezione tardiva di ciò che oggi Berlusconi clamorosamente denuncia e che, come i governi di centro-sinistra, si sono mossi con straordinaria lentezza, al rimorchio delle immarcescibili corporazioni sindacali. Un esempio? Appunto il comma 4 vicies semel: era già stato proposto nel 2001, parte solo in questi giorni.

 

E si deve anche notare che la condivisibile ipotesi della libera scelta delle scuole da parte delle famiglie resta una predicazione comiziale finché Berlusconi non si decida a imitare Francia, Germania, Inghilterra, Olanda, Svezia, Finlandia... Dare i soldi ai ragazzi e alle famiglie, perché li vadano a spendere nella scuola di loro scelta.



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COMMENTI
28/02/2011 - il blocco (emilio molinari)

Come per troppe questioni in Italia assistiamo ad un "blocco" di razionali analisi e di iniziative sensate nell'interesse di quello che chiamiamo bene comune, blocco causato dallo scontro sulla presenza ormai ossessiva del fenomeno Berlusconi. Se guardiamo all'Europa come suggerisce Cominelli le questioni educative e formative presentano aspetti diversi, tra insuccessi dichiarati (Francia, rapporto Attali) e accese discussioni (GB) sulla pratica della concorrenza tra scuole. La differenza sta nell'approccio: se ci sono problemi si tentano sperimentazioni - una quella di affidare a famiglie o al territorio il compito di costruire un sistema alternativo al Moloch statale - di cui non si valuta l'origine ideologica ma efficacia, praticabilità, costo e resa. Qui siamo ancora al dibattito sul "conculcare" valori? Orribile lo stesso "verbo" anche e soprattutto se usato per le famiglie: come genitore (ma come docente era altrettanto) la mia testimonianza è sempre stata proposta di credibilità, coerenza, fede, amore per la natura e la società, rispetto e compassione, cose che non si "conculcano" ma si vivono attraverso presenza e dialogo. Ho insegnato in scuole statali e non, mio figlio ha frequentato paritarie e statali: ha incontrato in tutte le occasioni ottimi professionisti e esempi di ottusità e povertà culturale: allora il problema è sempre lo stesso: chi recluta, come si controlla, che ruolo assegnare all'utenza per la quale dovrebbe funzionare la scuola in quanto tale.

 
28/02/2011 - La "condivisibile scelta" (massari annalisa)

è stata quanto meno espressa in tempi e modi inadeguati. Da un palco sul quale mi meraviglio, io cristiana cattolica praticante, sia salito. In cerca di voti, tanto per cambiare. Ha insultato una volta di più tanti onesti professionisti dell'educazione, vincitori di concorso, frequentatori di aggiornamenti, che si pongono in maniera seria e responsabile di fronte ai loro studenti nell'intento di fornire loro gli strumenti per una crescita personale autonoma e libera. Possiamo dire altrettanto delle scuole private, di tutte le scuole private? Io non credo. Ho frequentato scuole statali e ho sempre insegnato nelle scuole statali. I ragazzi che provengono da istituti privati, invece, in prima superiore fanno spesso registrare difficoltà metodologiche e lacune di contenuto. Questa l'esperienza di quasi trent'anni di lavoro: come la mettiamo?

 
28/02/2011 - politiche per scuola e famiglia (MAURIZIO BORGHI)

Concordo, con meno eleganza esprimo il mio parere. I fatti dicono che ogni anno è sempre più difficile ottenere i finanziamenti (in passato sono stati tolti e poi reintegrati all'ultim'ora) che il buono scuola in Lombardia, fermo alla soglia 25% da parecchi anni, non gode affatto di buona salute. All'inizio, si era detto che nel corso di 10-15-20 ci sarebbe stato un'innalzamento progressivo della soglia di rimborso. La verità è che si è lavorato poco e male, certe cose non si improvvisano, non si può imputare la mancanza di strategia alla crisi. In momenti di difficoltà politica non costa nulla uscire con frasi ad effetto che hanno solo il merito di aprire un nuovo fronte di scontro dove si combattono ideologicamente soldatini pro o contro Berlusconi. Si aiutano le famiglie con atti concreti (leggi finanziamenti alle scuole paritarie + buono scuola + QUOZIENTE FAMILIARE), tutto il resto è aria fritta. Il mondo della scuola italiana non ha bisogno di una polarizzazione dello scontro come sta avvenendo con la magistratura. Un appello ai cattolici del Pdl che hanno a cuore l'emergenza educativa ma che putroppo in questi anni non sono stati capaci di spiegare a Berlusconi che pubblico non vuol dire statale: come prima (unica?) cosa monetizzate il credito politico in termini di aiuto alle scuole e alle famiglie, lasciate tutto il resto ad altri se è vero come è vero che q.no ha detto "lasciateci andare in giro nudi ma liberi di educare".