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SCUOLA/ La "pubblicità" dei dati Invalsi? Basta evitare il cattivo marketing

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La domanda è: perché pubblicare i risultati Invalsi della propria scuola? I motivi si ritrovano nell’attuale dibattito: la trasparenza e la rendicontazione di chi utilizza risorse pubbliche e deve rispondere dei risultati. I risultati della scuola sono gli apprendimenti degli alunni. Quindi la pubblicazione dei dati è la logica conseguenza di tale ragionamento.

 

Un’altra risposta, che spesso viene associata a questa, è relativa alla necessità di dare ai genitori informazioni sulla scuola per consentire loro di scegliere. Un percorso che porterebbe ad attrarre iscrizioni nelle scuole “migliori” con l’idea che la competizione possa migliorare il sistema: se alcune scuole vengono scelte, le altre sono stimolate a migliorarsi, pena la chiusura per mancanza di iscrizioni.

 

La polarizzazione delle iscrizioni è un fenomeno che attualmente si realizza sulla base del marketing che le scuole hanno imparato a fare, ma anche della “reputazione”, costruitasi sulla percezione o sulle esperienze di chi quella scuola frequenta o ha frequentato. Ma come si costruisce la reputazione di una scuola? Dovremmo saperne di più visto che è il criterio base per sperimentare la premialità dei docenti.

 

Cosa conta per i genitori? Piero Cipollone, presidente dell’Invalsi, riferendo i risultati di ricerche internazionali, chiarisce che i genitori apprezzano innanzitutto le caratteristiche dell’utenza, cioè chi saranno i compagni dei figli. Ormai sappiamo che l’effetto dei pari, peer effect, e di composizione del gruppo, conta in modo determinante sui risultati.

 

Altri fattori costruiscono l’immagine di una scuola, alcuni frutto di percezioni soggettive e in qualche caso distorte. Allora la pubblicazione dei risultati di apprendimento potrebbe essere un elemento oggettivo per apprezzare la qualità della scuola.

 

Ma qual è il problema? La scuola media che dirigo è composta da due plessi situati in una cittadina dell’Interland milanese. Nelle rilevazioni Invalsi la mia scuola ha ottenuto risultati decisamente superiori rispetto alla media nazionale e regionale. Quindi non ci dovrebbe essere alcun problema a rendere pubblici i risultati di apprendimento, anzi potrebbe essere un modo per aumentare la reputazione della scuola attraendo più iscrizioni, magari pescando dalla scuola paritaria, non avendo altri “concorrenti” statali sul territorio. Visti i risultati i docenti mi hanno fatto capire che non sarebbero contrari, anzi!



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