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SCUOLA/ Tagliagambe: caro Bertagna, non è il pc a "spegnere" il fascino dell'esperienza...

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

Noi oggi, ci troviamo in una condizione di cecità provocata dai lampi dei mutamenti improvvisi e degli choc decisivi già individuati e prefigurati dal Rapporto Cresson del 1966: la globalizzazione, lo sviluppo tecnico-scientifico, la Rete. Siamo quindi di fronte a un bivio: soccombere alla cecità e brancolare nel buio, come oggi sono ridotti a fare in troppi, o cercare, come suggerisce Wilfred Bion “un raggio di intensa oscurità all’interno, in modo che qualcosa sinora passato inosservato alla luce abbagliante dell’illuminazione possa luccicare ancor più in quella oscurità”.

Fuor di metafora ciò significa che anziché accecarci ancora di più, sommando ai bagliori di fronte ai quali già ci pone il mondo la luce illusoria delle false evidenze e delle pseudo-spiegazioni, dobbiamo cominciare (o meglio, ricominciare) a ricercare con pazienza e umiltà, e soprattutto senza l’insopportabile sicumera e l’arroganza dispensate da molti a piene mani, indizi e tracce finora non considerati, sforzandoci di imbastire punto dopo punto spiegazioni non precotte e predigerite agli inediti fenomeni e processi in corso, dai quali dipende il futuro di noi tutti.

 



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COMMENTI
03/02/2011 - Interessante (Gianni MEREGHETTI)

Interessante la sfida che viene posta, interessante perchè va al cuore di una questione spesso evacuata con tanta superficilità e leggerezza. Sono d'accordo, non è il pc a spegnare il fascino dell'esperienza, anzi laddove vince l'esperienza il pc diventa uno strumento significativo, un supporto che apre lo sguardo ad orizzonti sempre più vasti. Si ripropone la sfida che Andrej Sinjavskij ha vividamente tratteggiato nella figura del contadino russo, capace di vivere un'esperienza culturale profonda pur nella apparente modestia del suo villaggio: "...La quantità delle nostre nozioni e informazioni è enorme, ne siamo sovraccarichi, senza che esse cambino qualitativamente. In pochi giorni possiamo fare il giro del pianeta – prendere un aereo e viaggiare senza profitto spirituale, allargando soltanto il nostro raggio informativo. Confrontiamo adesso questi pretesi orizzonti con lo stile di vita dell'antico contadino, che non si spingeva mai al di là del suo praticello e camminava tutta una vita nelle tradizionali ciabatte, fatte a casa. Il suo orizzonte a noi pare ristretto; ma, in verità, com'era grande questa serrata compagine, concentrata in un solo villaggio. Perfino il monotono rituale del pasto... faceva parte di una cerchia di nozioni dal significato universale." Oggi la questione è identica, la velocità delle informazioni ci sfida a cercare il perchè di tutto quello che vediamo scorrere sul nostro pc, è la domanda di sempre, la domanda che la realtà sia per me.