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SCUOLA/ Formazione docenti, il Regolamento passerà l’esame dei decreti?

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Foto: Imagoeconomica  Foto: Imagoeconomica

In tempi in cui con una certa fatica, a causa di un retroterra ancora fortemente centralistico e sindacal-politicizzato, la scuola italiana tenta di reagire alla sfida educativa che proviene dalla nuova domanda dei giovani (conoscenze non svincolate dalle ragioni che rendono significativo e utile l’apprendimento) acquista una maggiore consistenza la prospettiva della formazione iniziale dei docenti connessa ad un nuovo percorso di laurea magistrale e ad un periodo di tirocinio svolto nella scuola.

È stato infatti pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il Regolamento sulla formazione iniziale degli insegnanti della scuola dell’infanzia, della scuola primaria e della scuola secondaria di primo e secondo grado: un passo che rappresenta, se non la fase conclusiva di un itinerario già lungo, quantomeno l’attestazione della volontà di chiudere una preoccupante fase di vuoto legislativo (le SSIS sono sospese dal 2008-2009) e di procedere a disegnare un sistema che conferisce oltre a formazione anche abilitazione alla professione.

Formazione, abilitazione, reclutamento, valorizzazione della professione docente: sono questi i nodi che, sul versante della soggettività docente (quella che i contratti definiscono, riducendone la portata e il significato professionale, la “funzione docente”), la politica scolastica è chiamata ad affrontare, sollecitata da stimoli interni ed esterni al sistema di istruzione. Tali sono le ricorrenti valutazioni internazionali e nazionali sugli apprendimenti degli studenti che impegnano la scuola italiana a ripensare il nesso tra insegnamento e apprendimento; tali sono le richieste, magari non sempre espresse chiaramente ma percepibili, provenienti dai giovani e dalle famiglie, di una scuola che non sia solo ambito di integrazione e socializzazione, ma anche di sviluppo di conoscenze personali e orientate al gusto della scoperta del nesso tra il proprio io e la realtà tutta intera.

Su formazione e abilitazione è stato dato un colpo alla macchina, mentre su reclutamento e sviluppo professionale del docente ancora poco è stato scritto, sperimentazione sulla valutazione dei docenti a parte (in partenza indebolita, comunque vada, da una impostazione che fa perno sulla logica premiante tramite incentivi piuttosto che su articolazioni della professione da riconoscere).
 



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