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SCUOLA/ Facebook o Twitter, un prof dovrebbe sempre essere un "capitano" degli alpini...

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La comunicazione tra studenti e prof può passare dal web?  La comunicazione tra studenti e prof può passare dal web?


Nelle cronache dei tempi tra Abelardo e Paracelso, tanto per dire, leggiamo continui esempi di maestri che vivono un forte coinvolgimento con i loro discepoli e altri adornati di distaccata e spesso posticcia sacralità. Ciò però non significa che i primi siano meno autorevoli dei secondi, anzi, perché il vero magister viene riconosciuto come tale proprio perché altro, diverso fino al momento in cui la conclusione del corso degli studi porta alla naturale caduta della diversità. Il tronfio Maestro Taddeo del Novellino viene sbeffeggiato anche nella sua aula, ma Bacone (o Zenone) non perde di autorevolezza se sta in Chiesa coi santi o in taverna coi ghiottoni, o in altri spazi ludici che a quei tempi erano i bordelli e oggi le veglie notturne delle gite scolastiche.

Per stare più terra terra, in una compagnia di alpini il capitano e la recluta condividono la marcia, il rancio e la bottiglia, ma proprio questo rende ancora più vivo, autorevole ed efficace il riconoscimento dei reciproci ruoli. Non è la separazione fisica della cattedra a far sì che lo studente colga tale differenza, ma tutto l'insieme dell'atteggiamento, della consapevolezza di sé che l'insegnante dovrebbe avere, anche se si siede sui gradini delle scale, al tavolo del bar o alla tastiera del pc a tarda ora.

E poi, non è che ogni medium tecnologico sia uguale a tutti gli altri, se i professionisti della comunicazione distinguono varie sfumature tra “caldi” e “freddi”.
Un sms è invadente: arriva in tempo reale, magari in un momento poco opportuno, induce a una risposta immediata. Molto comodo per ragioni di servizio, porta abbastanza in fretta a un abuso di confidenza: anche se silenziato, un va e vieni di messaggini può ragionevolmente far sorgere dei dubbi nel coniuge dell'insegnante che rotea sui tasti le impacciate falangi.

Una chat, o Skype, assorbono interamente come una telefonata. Mi è capitato di skypare durante le vacanze per approfondimenti didattici o per pure e semplici chiacchiere, ma non ci vedo un'enorme differenza rispetto al rapporto diretto e personale: se tende a prolungarsi rischia di essere imbarazzante per entrambi quando eccede in familiarità. In effetti, lo uso poco. 



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