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SCUOLA/ Quei Colloqui che risvegliano la passione di Enrico ed Eleonora

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Si è conclusa sabato 26 febbraio la X edizione dei Colloqui Fiorentini  Si è conclusa sabato 26 febbraio la X edizione dei Colloqui Fiorentini

Dopo ore di colloqui e di confronti, alcuni di questi ragazzi hanno sperimentato e sintetizzato concetti quali: “ci siamo accorti che si può dialogare senza dialogare” oppure “ dopo un pomeriggio di discussioni abbiamo capito di non avere detto nulla e quindi abbiamo ricominciato da zero”. Fantastico atteggiamento: prendere coscienza delle difficoltà e ricominciare tutto da capo, cambiando prospettiva, punto di partenza; rimettersi in gioco per capire, comprendere, far propria l’esperienza e crescere.

 

Capire che esiste qualcosa di più grande e che nonostante la pochezza umana, l’uomo può essere felice perché tanta è la bellezza intorno a sé... bisogna, però, imparare a vederla, leggerla, capirla, sentirla e meditarla (come suggerisce Manzoni stesso): è un processo non facile, occorre muoversi, lavorare, farsi domande e cercare risposte. Occorre fare esperienza della realtà e trovare in essa la bellezza.

 

Questo hanno fatto i 1.600 ragazzi ed alla fine dei tre giorni i loro occhi erano luminosi, felici, elettrizzati. Erano ricchi di qualcosa di più, erano soddisfatti. Ognuno di questi ragazzi ha vinto, ed ogni scuola, pubblica o privata, proveniente da un’Italia che deve essere unita ed unica, ha vinto. 

 

Alla fine della giornata, per me, ancora un nuovo motivo di stupore: dopo i colloqui e dopo le premiazioni, i ragazzi sono rimasti incollati alle loro poltrone attendendo qualcosa di stimolante che veniva loro prospettato: il nome dell’autore oggetto dei Colloqui Fiorentini 2012. La loro prossima sfida... “Ugo Foscolo!” “Ugo Foscolo, sì, bene” bisbigliavano tra loro. Ancora luce nei loro occhi.

 

Come madre, come persona adulta che giustamente si preoccupa del mondo futuro, osservando ed ascoltando questa valanga di giovani mi sono detta: “se questi giovani ragazzi sono gli adulti del domani, io mi sento tranquilla. Essi hanno gli strumenti ed il metodo per creare solide colonne su cui costruire”.

I giovani hanno straordinarie potenzialità ed entusiasmi, è nostro compito accompagnarli affinché sperimentino come vedere, sentire, meditare.

È stata una giornata ricchissima.

 

Barbara, Bologna



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